di Massimiliano Salini
Vicepresidente del Gruppo PPE al Parlamento Europeo 
Eurodeputato di Forza Italia
L’Europa si trova di fronte a una sfida epocale: riconquistare la propria autonomia industriale, mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento e guidare la transizione verso un’economia decarbonizzata senza sacrificare la competitività.
In questo contesto, il Partito Popolare Europeo (PPE) è il motore politico che sta lavorando per un’Europa che produca, innovi e cresca — un’Europa del Made in EU come garanzia di libertà economica e coesione sociale.
La proposta della Commissione Europea sull’Industrial Accelerator Act (IAA) nasce proprio per sostenere questa ambizione: creare le condizioni per una rinascita manifatturiera, con regole chiare e strumenti concreti per favorire la produzione industriale a basse emissioni, il reshoring e la leadership tecnologica europea.
Il PPE ha sostenuto con forza la genesi di questo regolamento, proponendo emendamenti chiave per migliorare la competitività delle imprese, semplificare gli iter autorizzativi e garantire parità di condizioni con i concorrenti globali.
L’obiettivo fissato dall’IAA di raggiungere almeno il 20% del valore aggiunto lordo dell’UE entro il 2030 nel settore manifatturiero è una missione che interpreta pienamente la visione popolare: potenziare l’industria come leva per crescita, lavoro e sostenibilità. Il PPE ha insistito perché questo traguardo fosse accompagnato da strumenti concreti: zone di accelerazione industriale, procedure autorizzative uniche, finanziamenti mirati e un marchio europeo per i prodotti a basse emissioni che premi l’eccellenza produttiva.
In Parlamento Europeo sosterremo la necessità di un quadro normativo che non penalizzi le imprese europee rispetto ai competitor extra-UE. Per questo il gruppo PPE intende promuovere clausole specifiche: l’obbligo di soglie minime di contenuto UE/SEE negli appalti pubblici, limitazioni agli investitori stranieri nei settori strategici, e incentivi selettivi per i produttori europei più virtuosi sul piano ambientale e industriale. Punti chiave che intendiamo far valere anche con le altre istituzioni coinvolte nel processo legislativo quali la Commissione e il Consiglio.
Semplificare, non rallentare: è questa la filosofia che ispira il lavoro del PPE in Parlamento. Le imprese europee devono poter avviare progetti industriali in tempi rapidi e certi, senza ostacoli burocratici. La proposta di Regolamento prevede che gli Stati membri adottino una procedura di autorizzazione unica, con tempi di risposta chiari e vincolanti. È un passo concreto verso quella Europa delle imprese che noi popolari vogliamo: meno carte e più produzione, meno vincoli e più valore aggiunto.
Il sostegno al “Made in EU” è anche una questione di credibilità geopolitica. L’Europa non può restare dipendente da fornitori esterni per componenti essenziali o tecnologie critiche. Per questo il PPE intende difendere requisiti di origine europea progressivi per le tecnologie a zero emissioni nette — dalle batterie ai pannelli fotovoltaici, dai sistemi eolici alle pompe di calore. Sono misure che rafforzano la catena industriale interna, stimolano investimenti e riducono le vulnerabilità strategiche.
Non si tratta di protezionismo, ma di realismo industriale. La sostenibilità europea deve poggiare su basi economiche solide, su politiche industriali attive e su una visione che valorizzi la qualità e l’innovazione dei nostri produttori. In questa direzione, il PPE lavora per coordinare gli strumenti finanziari dell’UE — dal Fondo per l’Innovazione alla Banca europea per gli investimenti — con le misure proposte dall’IAA, creando sinergie a vantaggio delle PMI e dei distretti industriali locali.
Le aree di accelerazione industriale, che ogni Stato membro dovrà designare entro un anno, rappresentano un pilastro di questa nuova strategia. In esse i progetti produttivi e di decarbonizzazione potranno beneficiare di corsie preferenziali, supporto tecnico e accesso agevolato ai capitali. È l’embrione di una politica industriale europea moderna, che il PPE intende sviluppare in chiave equilibrata — combinando decentralizzazione, responsabilità nazionale e visione comunitaria.
Il Parlamento europeo avrà ora un ruolo decisivo per migliorare il testo della Commissione: il PPE continuerà a spingere per standard tecnologici europei, criteri di coerenza climatica sostenibile, e soprattutto per una maggiore integrazione tra regolazione e incentivi industriali. Vogliamo che l’IAA diventi un motore di fiducia per le imprese, un segnale forte agli investitori e un paradigma per il nuovo sviluppo europeo.
In un mondo in cui Stati Uniti e Cina investono massicciamente nella propria autonomia tecnologica, l’Europa non può restare spettatrice. Deve tornare protagonista attraverso la forza della produzione. È questa la battaglia del PPE: garantire alle imprese europee le condizioni per competere, innovare e vincere.
Perché solo un’Europa che produce è un’Europa che decide.
Solo un Made in EU forte, competitivo e sostenibile può assicurare un futuro di prosperità, lavoro e libertà per tutti gli europei.






