Nel 2025 prosegue la riduzione dei tempi di pagamento delle imprese italiane, anche se per le realtà di maggiori dimensioni il saldo delle fatture resta ancora superiore ai due mesi. È quanto emerge dall’Osservatorio pagamenti di Cerved, che evidenzia un miglioramento graduale ma non ancora sufficiente a colmare le criticità strutturali del sistema.
Dal 2023 a oggi, le grandi imprese hanno ridotto i tempi medi di pagamento da 76,71 a 73,21 giorni, attestandosi comunque intorno ai due mesi e mezzo. Un trend analogo si osserva anche per le altre fasce dimensionali: le medie imprese passano da 65,11 a 63,20 giorni, le piccole da 60,04 a 56,85 e le micro da 52,26 a 50,20 giorni. Il dato conferma una dinamica consolidata, per cui all’aumentare della dimensione aziendale si allungano i tempi complessivi di pagamento.
Il miglioramento registrato, tuttavia, non è legato a una maggiore puntualità nei saldi, ma piuttosto a una revisione al ribasso dei termini concordati tra le parti. Parallelamente, infatti, si registra un aumento dei giorni medi di ritardo rispetto al 2024 per quasi tutte le categorie di imprese. Le grandi aziende passano da 10,12 a 10,45 giorni di ritardo medio, le piccole da 7,58 a 7,68 e le micro da 9,50 a 10,05 giorni. Solo le medie imprese mostrano un lieve miglioramento sotto questo profilo, con un calo dei ritardi da 7,61 a 7,57 giorni.
Il quadro che ne emerge è quello di un sistema che, pur accorciando formalmente i tempi di pagamento, fatica ancora a garantire una reale puntualità, mantenendo livelli di ritardo che continuano a incidere sulla liquidità e sulla stabilità finanziaria soprattutto delle realtà più piccole.
Gloria Giovanditti
Imprese, pagamenti più rapidi ma restano i ritardi: il quadro 2025






