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martedì 12 Maggio, 2026
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Un futuro sostenibile per l’acciaio

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di Massimiliano Salini

Vice Presidente del Gruppo Ppe al Parlamento Europeo

 

Dai treni, ai veicoli elettrici, ai mulini a vento, ai pannelli solari, all’idrogeno e alle infrastrutture critiche, fino all’edilizia, alla difesa, all’ingegneria meccanica e agli oggetti di uso quotidiano, l’industria siderurgica europea è fondamentale per la competitività dell’UE. Costituisce infatti un ecosistema integrato di centri tecnici e di ricerca, università, fornitori di tecnologia, settori a monte e a valle che coprono l’intera catena del valore della produzione. L’Europa può essere più forte solo con l’acciaio europeo.

Occorre pertanto colmare il divario competitivo dell’Europa garantendo l’accesso all’energia elettrica pulita e all’idrogeno a prezzi congrui, insieme alle materie prime e secondarie necessarie.

L’acciaio infatti rappresenta una componente essenziale nella produzione di tecnologie pulite fondamentali che guideranno il Green Deal, in particolare l’energia solare ed eolica e i veicoli elettrici.

Di conseguenza, il recupero dei rottami metallici è un processo tecnico estremamente vantaggioso sia dal punto di vista ambientale che per il riutilizzo dei materiali.

La trasformazione dei rottami ferrosi in nuovi materiali non solo evita la necessità di costosi trattamenti chimici per lo smaltimento, ma aiuta anche a preservare l’ambiente. Negli ultimi tempi sono sempre di più le aziende che puntano sul recupero dei rottami ferrosi non solo per tutelare l’ecosistema ma anche per beneficiare di una positiva strategia di marketing aziendale.

In secondo luogo, è stato dimostrato che l’acciaio può essere riciclato all’infinito senza compromettere le sue proprietà in un processo completamente elettrico che emette poche emissioni.

L’acciaio è il materiale più utilizzato al mondo. Ogni anno ne vengono prodotte più di 2 milioni di tonnellate. Tuttavia, l’industria siderurgica è responsabile dell’8 % delle emissioni di CO2 causate dall’uomo in tutto il mondo. Inoltre, più di 6 milioni di persone sono impiegate direttamente nella sua produzione.

Nel corso dell’ultimo anno l’UE ha presentato e ratificato diverse proposte legislative fondamentali in materia di cambiamenti climatici e politiche energetiche.

E’ fondamentale che l’UE trovi direzioni di sviluppo all’interno di un realismo pratico, che consideri e mantenga la competitività dell’industria manifatturiera in Europa.

Direzioni di sviluppo che necessariamente considerano l’UE come un mercato di 27 Paesi, dove tutti, indipendentemente da margini finanziari ampi o ristretti, possono competere per gli investimenti e la creazione delle “condizioni abilitanti” necessarie per la transizione verde dei settori energivori.

 

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