lunedì, Aprile 15, 2024
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    Guerra: continuano i raid missilistici russi su tutta l’Ucraina

    Guerra: continuano i raid missilistici russi su tutta l’Ucraina
    Manca poco più di un mese al solstizio d’inverno e Ucraina  Secondo fonti ufficiali ucraine, il Paese ieri si è ritrovato nuovamente a fare i conti con diversi raid in tutta la nazione, compresa la capitale dove la contraerea sarebbe riuscita ad abbattere alcuni missili da crociera. Anche nel sud-ovest del Paese è scattato l’allarme, con la città di Odessa finita sotto attacco sia dei missili che dei caccia russi: uno dei razzi lanciati ha centrato un impianto logistico della città.
    Nell’Ucraina orientale è stata colpita la città di Dnipro dove, secondo quanto riferisce Ukrinform, i missili russi avrebbero provocato almeno quattordici feriti, tra cui una ragazza di quindici anni. Anche in questo caso, uno dei razzi sembra aver colpito un impianto industriale, generando un vasto incendio. Questi raid seguono l’ingente attacco di martedì, probabilmente il più grande mai realizzato in un solo giorno dai russi in questa guerra, secondo l’intelligence britannica. Un’azione offensiva che ha visto l’impiego di una grande quantità di missili, sparati da piattaforme aree, marittime e terrestri. Anche se la maggior parte dei razzi sono stati intercettati dagli ucraini, quelli che hanno raggiunto gli obiettivi hanno compromesso ulteriormente la capacità di Kiev ti fornire elettricità all’intero Paese. Il risultato è che dai blackout programmati si è passati a quelli forzati. Secondo il capo dell’operatore energetico DTEK, ripreso dai media locali, nella capitale si rischia di dover far a meno dell’elettricità per alcuni giorni. Probabile il ricorso non a interruzioni programmate ma ad accensioni programmate di qualche ora.
    Nel frattempo, dal rapporto Landmine Monitor 2022 è emerso che l’esercito russo avrebbe fatto ricorso ad almeno sette tipi di mine anti-uomo, sia esplosive che a frammentazione. Secondo Mary Wareham, membro del Landmine Observatory, si tratterebbe della prima volta che uno Stato firmatario del Trattato sul divieto delle mine è costretto a fare i conti con l’utilizzo di mine sul suo territorio da parte di un altro Paese. I russi, in particolare, avrebbero disseminato diverse zone con tali ordigni nel momento in cui sono stati costretti a ritirarsi da alcuni dei territori precedentemente occupati. Il risultato è che dall’inizio dell’invasione sono state conteggiate almeno 277 vittime di mine.

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