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domenica, Luglio 14, 2024
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    Home Prima pagina Governo accelera per recuperare 1.100 miliardi di multe e tasse non pagate

    Governo accelera per recuperare 1.100 miliardi di multe e tasse non pagate

    Governo accelera per recuperare 1.100 miliardi di multe e tasse non pagate
    Secondo i dati più recenti, aggiornati a fine 2022, l’ammontare delle tasse e delle multe non pagate supera i 1.153 miliardi di euro, accumulati a partire dal 2000. La riscossione di tali somme è un ostacolo significativo per il governo, che ha ora elaborato una strategia a due vie per affrontare il problema e “recuperare” i soldi non ancora pervenuti.
    Il primo passo del governo in questa direzione consiste nel semplificare le procedure di riscossione, a livello sia nazionale che locale, per aumentare l’efficienza dei sistemi di riscossione. Il compito prefissato però è arduo: la grande maggioranza dei debitori dell’Erario, che ammontano a quasi 23 milioni, sono infatti nullatenenti, soggetti falliti o deceduti, ditte cessate, o contribuenti già sottoposti ad azione cautelare ed esecutiva. Si aggiunge che il 70% del carico contabile è costituito da grandi debiti, superiori a 500 mila euro, sulle spalle di tali categorie.
    Dal 2000 al 2022 l’amministrazione finanziaria, gli enti locali e quelli previdenziali hanno cercato di recuperare circa 1.260 miliardi di euro, riuscendo però a riscuotere solo 170 miliardi, con un indice di riscossione del 13,5%. In altre parole, per ogni 100 euro accertati lo Stato riscuote appena 13,5 euro, un bilancio senz’altro preoccupante e che ha fatto correre ai tentativi di riparo.
    Il governo ha proposto quindi una strategia di riforma basata su due principi: da un lato pulire gli importi che non possono più essere riscossi, dall’altro prevenire l’accumulo di ulteriori debiti, accelerando i tempi di riscossione. La strategia presuppone una pianificazione annuale, concordata con il Ministero dell’Economia, che definisce le procedure di riscossione che l’agente della riscossione deve svolgere.
    Una parte significativa di questa nuova strategia è il “discarico automatico” delle quote non riscosse al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello dell’affidamento. La misura esclude temporaneamente le quote per cui sono in corso procedure esecutive o concorsuali, accordi di ristrutturazione o transazioni fiscali o previdenziali, e quelle interessate da dilazioni di pagamento. Il discarico offre all’ente creditore una seconda opportunità per recuperare il credito, sia riaffidandosi alla riscossione, sia rivolgendosi a concessionari privati dopo una gara d’appalto.
    Per accelerare la riscossione, il governo prevede anche il tentativo di notificare la cartella entro il nono mese successivo a quello di affidamento del carico. Allo stesso tempo si prevede il superamento progressivo dello strumento del ruolo e della cartella di pagamento per gli importi affidati all’agente della riscossione, con l’obiettivo di anticipare l’incasso delle somme dovute dal debitore e ridurre i tempi per l’avvio delle azioni cautelari ed esecutive.
    Come detto, per ora il recupero effettivo di questi crediti è stimato essere solo del 10% del totale, ovvero circa 114 miliardi di euro, ma con queste nuove strategie il governo è determinato ad andare avanti nell’interesse della sostenibilità fiscale del paese.
    Pietro Broccanello

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