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Truffa delle mascherine: arrestato imprenditore laziale

Tramite prestanome e società fittizie, Antonello Ieffi, laziale, è riuscito ad aggiudicarsi una gara Consip del valore di 15 milioni di euro. Velocissime le indagini che hanno portato all’arresto.

C’è chi specula sull’emergenza per fare soldi. È quanto accaduto con Antonello Ieffi, un imprenditore laziale arrestato con l’accusa di turbativa d’asta in una gara Consip che riguardava la fornitura di 24 milioni di mascherine, la cui consegna non è mai avvenuta.

Appena scoppiata l’emergenza, lo Stato ha cercato di velocizzare alcune procedure per il reperimento e la consegna di materiale sanitario necessario per far fronte alla diffusione del contagio. A metà marzo Ieffi ha vinto una gara bandita d’urgenza per la fornitura di 24 milioni di mascherine per un valore complessivo di quasi 16 milioni di euro, gara che prevedeva l’obbligo di consegnare i primi 3 milioni di unità entro tre giorni dall’ordine. Cosa che non è avvenuta, motivo per cui Consip ha chiesto spiegazioni all’imprenditore laziale il quale, ha cominciato ad avanzare una serie di scuse piuttosto sospette.

Ieffi era riuscito a partecipare alla gara tramite Biocrea, un’azienda di facciata la cui ragione sociale era la «coltivazione di fondi, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse», totalmente estranea dunque al prodotto in questione. Tale azienda si è rivelata un contenitore vuoto, senza dipendenti né capitali e dunque incapace di adempiere agli obblighi di consegna secondo quanto rilevato dalle autorità. Non solo, secondo le prime risultanze delle indagini, Ieffi aveva precedenti giudiziari e dunque sembra che abbia ricorso a un prestanome a cui avrebbe venduto in maniera fittizia la società Biocrea, al fine di partecipare all’appalto.

L’imprenditore laziale dunque, incalzato da Consip, ha affermato che c’erano problemi relativi al volo per trasferire la merce dalla Cina, il luogo da dove il carico avrebbe dovuto essere spedito. Nei giorni successivi è stato perquisito il magazzino dove le mascherine sarebbero state bloccate, ma non c’era traccia del prodotto. A quel punto Ieffi ha spiegato di non essere in grado di pagare il fornitore perché una delle società che si era presa in carico l’acquisto aveva sede in Qatar ma le autorità di quel paese gli avevano bloccato i conti correnti.

A questo punto Consip ha smesso di mangiare la foglia e ha sporto denuncia. Tuttavia ciò non ha fermato Ieffi il quale, secondo quanto risulta alle autorità, ha tentato di aggiudicarsi un altro appalto pubblico di forniture mediche quali camici, guanti, occhiali protettivi etc, del valore di 73 milioni di euro, ricorrendo ad un altro soggetto giuridico fittizio. Le forze dell’ordine hanno intercettato l’imprenditore e deciso per un suo arresto vista la palese possibilità di reiterazione del reato.

Simone Fausti

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