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mercoledì, 30 Settembre, 2020
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Energia per ripartire: invervista all’Ing. Vaccaro

Proponiamo la testimonianza dell’ing. Angelo Vaccaro, amministratore della Ness Srl, ESCo (Energy Service Company) e società di ingegneria, sviluppo e innovazione tecnologica.

Angelo Vaccaro ha compiuto 34 anni la scorsa settimana, è laureato in ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni, iscritto all’Albo degli esperti in innovazione tecnologica del MISE, esperto di Industria 4.0, rilascia la sua intervista, prospettandoci la situazione di una PMI che opera nel campo delle energie rinnovabili ai tempi del COVID-19, tra smart-working e pianificazione.

Quali parole userebbe per descrivere questo momento?

“Stiamo vivendo un momento storico unico nel suo genere. Sembra di riuscire quasi a comprendere i racconti dei nostri nonni sulla guerra, perché per certi versi di questo si tratta. Fortunatamente però oggi abbiamo opportunità diverse per poter andare avanti e molte risorse a nostra disposizione da sfruttare.”

Qual è la situazione che sta vivendo la sua Impresa oggi?

“Da quando l’Italia si è fermata anche la Ness ha subito inevitabilmente un brusco arresto. La nostra attività comporta una presenza fisica sul posto: sopralluoghi, analisi in campo, audit energetici e supporto tecnico che offriamo ai nostri clienti. Tutte fasi che in questo momento siamo impossibilitati a garantire, per ovvie ragioni. Si stanno portando avanti, invece, quelle attività compatibili con il lavoro di back-office: continua la gestione della Ness Control Room, un sistema di monitoraggio smart, in grado di rivelare in tempo reale, tramite accesso da remoto, i dettagli provenienti dagli impianti in gestione, per ottenere tutte le informazioni su consumi, produzione e per poter gestire eventuali criticità. Stiamo inoltre pianificando e definendo con attenzione tutte le attività future.”

Cosa pensa possa cambiare dopo?

“Per usare una frase fatta <<niente sarà più come prima!>>. Ci vorrà del tempo per riacquisire quella fiducia nella libertà di movimento che si aveva prima del Coronavirus. Ci sarà un periodo medio-lungo di transizione in cui i rapporti umani diretti saranno limitati. Questo inficerà sicuramente anche la nostra attività lavorativa che ha sempre avuto come centro proprio il rapporto e l’incontro con il cliente. Credo che bisognerà aspettare un po’ di tempo prima che tutto questo possa tornare ad essere la prassi.”

Degli aiuti governativi cosa ne pensa?

“Credo che la nostra nazione abbia fatto del welfare e dell’assistenzialismo uno degli elementi di continuità della politica repubblicana, cercando di garantire negli anni diverse forme di aiuti. La Ness infatti nasceva come start-up nel 2014 grazie ad un finanziamento POR-FESR, che le ha consentito di fare i primi passi nel tessuto micro-imprenditoriale italiano. Oggi la storia è diversa. Come tutte le altre aziende abbiamo utilizzato le moratorie sui finanziamenti e sui mutui e lo slittamento del pagamento delle imposte, ma c’è da capire meglio cosa succederà dopo. C’è bisogno di aiuti economici diversi, coraggiosi ed innovativi. È necessaria un’iniezione di liquidità che consenta una più rapida ripresa: nel nostro campo c’è bisogno di risorse da investire per poter reagire. Sarebbe utile un incentivo volto ad utilizzare ed incrementare le proprie risorse, piuttosto che una spinta per fermarle, mettendole in cassa integrazione.”

Come pensa di agire concretamente?

“Ripartire potrà essere complicato; bisognerà recuperare innanzitutto l’ottimismo e la carica necessari per adottare strategie utili a stimolare i clienti, incoraggiandoli, attraverso operazioni di marketing dai toni sensibili. C’è dalla nostra parte un’alta resilienza, propria di un gruppo giovane come il nostro, un team orientato all’innovazione da sempre e propenso ad affrontare nuove sfide. Stiamo già pianificando diverse soluzioni nel campo dell’efficientamento energetico da proporre immediatamente ai nostri clienti: miriamo ad incentivare il risparmio energetico, la produzione di energia proveniente da fonti alternative ed una gestione più consapevole dei consumi. Crediamo che questo possa essere anche il momento giusto per chiedere maggiore sensibilità verso le tematiche riguardanti la salvaguardia dell’ambiente. Ne va del nostro futuro e la pandemia, intanto, potrebbe aver scosso maggiormente le coscienze. Inoltre, l’accesso agli incentivi, ai finanziamenti e alle misure di bonus potranno sicuramente costituire un volano che ci consentirà di ripartire e realizzare l’obiettivo di cui parlavo prima.

Anche in questo vogliamo essere un riferimento importante. Insieme ce la faremo.”

di Antonella Caputo

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