Arch. SILVIO DE PONTE CONTI
Direttore Generale del Circolo delle Imprese e Coordinatore area Building.
All’interno del Circolo delle Imprese sono diversi gli argomenti di dibattito: argomenti culturali, temi legati al Business, momenti di confronto sui grandi temi politici, sociali, economici e di sviluppo delle città.
In questo caso mi fa piacere parlare dell’architettura che non si sottrae a questo confronto: l’edificio deve essere un manufatto sostenibile non una moda, ma una necessità: ripensare gli spazi in cui viviamo per ridurre l’impatto ambientale e migliorare al tempo stesso il benessere di chi li abita. Si tratta di un approccio progettuale che integra materiali naturali o riciclati, sistemi energetici efficienti e una profonda attenzione al contesto climatico e sociale.
Quando parliamo di Circular Economy Now dedicata alla digital transformation, parliamo di valutazioni inerenti l’impatto che la green economy sta avendo sull’architettura e sul design, su come la comunicazione di questi settori stia cambiando proprio in funzione del nuovo “green trend”, nuovo punto di forza da cui partire per far crescere il proprio brand, sia che si tratti di una città e di un edificio – concezione piuttosto innovativa – che di un’azienda produttrice di beni di consumo.
Quando parliamo di città verdi intendiamo non soltanto la presenza di parchi, giardini, alberature e piante presenti nelle nostre città, ma anche quello che concerne la modalità di sviluppo sostenibile dei nuclei urbani e di costruzione degli edifici stessi secondo un modello di economia circolare.
Gli edifici sostenibili sfruttano l’orientamento solare per massimizzare la luce naturale e ridurre il fabbisogno di riscaldamento. Facciate ventilate, tetti verdi e pareti isolanti abbattono i consumi energetici, mentre pannelli fotovoltaici e impianti geotermici garantiscono autonomia energetica. Il risultato è una bolletta più leggera e un’impronta di carbonio drasticamente ridotta.
Ma il valore dell’architettura sostenibile va oltre l’efficienza energetica. Gli spazi verdi sempre più integrati negli edifici — giardini pensili, corti alberate, pareti vegetali — migliorano la qualità dell’aria, riducono l’effetto isola di calore nelle città e favoriscono il benessere psicologico degli abitanti. Numerosi studi dimostrano che la presenza di elementi naturali negli ambienti di vita riduce lo stress, migliora la concentrazione e aumenta la soddisfazione generale.
Anche la scelta dei materiali ha un impatto diretto sulla salute. L’uso di legno certificato, argilla, calce e materiali privi di sostanze tossiche garantisce ambienti con una qualità dell’aria interna superiore rispetto agli edifici convenzionali. L’architettura bioclimatica, che progetta tenendo conto del vento, dell’umidità e della luce locale, crea spazi naturalmente confortevoli senza dipendere da impianti invasivi.
A livello urbano, quartieri progettati secondo criteri di sostenibilità favoriscono la mobilità pedonale e ciclabile, riducono l’inquinamento acustico e creano comunità più coese. La mixité funzionale — abitazioni, servizi, verde e lavoro nello stesso isolato — riduce gli spostamenti e restituisce tempo di qualità alla vita quotidiana.
Investire in architettura sostenibile significa scegliere un futuro in cui l’ambiente costruito non sia nemico del pianeta, ma alleato dell’uomo.






