Per le imprese italiane arrivano segnali che indicano un progressivo miglioramento del contesto economico. È questa la lettura che Confcommercio offre nell’ultima Congiuntura, presentata il 21 gennaio, che individua nel rientro dell’inflazione e nel recupero del potere d’acquisto alcuni fattori chiave per il consolidamento della domanda interna. Secondo l’Ufficio Studi, l’inflazione tendenziale di gennaio scende allo 0,7%, dall’1,2% di dicembre, segnando un cambio di passo rilevante per famiglie e imprese. Nella lettura dell’associazione, l’inflazione depurata dalle componenti temporanee non rappresenta più un freno strutturale all’economia.
Il quadro tracciato da Confcommercio evidenzia un recupero del reddito disponibile reale, che nei primi tre trimestri del 2025 risulta più alto del 4,6% rispetto al 2019. I consumi reali restano ancora sotto i livelli pre-pandemia (+1,2%), ma mostrano una chiara inversione di tendenza nella parte finale del 2025. A sostenere questa dinamica è soprattutto il miglioramento del clima di fiducia. Per le imprese, l’indice cresce per quattro mesi consecutivi, con un aumento complessivo di circa +3% rispetto a luglio. Anche le famiglie mostrano segnali di maggiore fiducia, con un incremento della propensione al consumo del +1,7% a dicembre su novembre. Le intenzioni di spesa superano sia i livelli del 2024 sia quelli della prima parte del 2025, confermando – secondo Confcommercio – una fase di graduale normalizzazione dei comportamenti di consumo.
I primi effetti sono già visibili nei dati settoriali. Il Black Friday ha generato 4,9 miliardi di euro di spesa, con un incremento del 19,5% rispetto al 2024. I consumi natalizi crescono del 2,8% reale per famiglia, mentre i viaggiatori italiani nel ponte dell’Immacolata aumentano del 4,9%. Le vendite al dettaglio reali tornano a crescere per due mesi consecutivi (+0,5% a ottobre e +0,6% a novembre), una dinamica che non si registrava dall’inizio del 2024. Anche il turismo continua a fornire un contributo positivo, con presenze in aumento dell’1,6% nel bimestre ottobre-novembre. Secondo le stime di Confcommercio, nel gennaio 2026 il PIL dovrebbe crescere dello 0,5% su dicembre e dell’1,2% su base annua, mentre le prospettive per l’intero 2026 si attestano a +0,9%, con un andamento fortemente legato all’evoluzione dei consumi. Sul fronte della composizione della spesa, l’associazione segnala una progressiva terziarizzazione: a dicembre crescono ricreazione e cultura (+11,1%) e gli acquisti di smartphone e Pc (+16,4%), a conferma di un rafforzamento della domanda di servizi e tempo libero.





