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mercoledì 6 Maggio, 2026
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Smart City, investimenti in crescita tra AI, sicurezza e sostenibilità

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Il mercato delle Smart City in Italia continua a crescere e nel 2025 raggiunge un valore di circa un miliardo di euro, confermando il ruolo sempre più centrale dell’innovazione urbana nelle strategie di sviluppo dei territori. A delineare il quadro è la ricerca dell’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, secondo cui gli investimenti si concentrano soprattutto su mobilità intelligente, illuminazione pubblica, monitoraggio ambientale e gestione del territorio.
Con l’avvicinarsi della conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, prevista per giugno 2026, i comuni iniziano però a interrogarsi sulla sostenibilità futura dei progetti avviati. L’85% delle amministrazioni locali prevede di ricorrere a nuovi bandi per finanziare gli interventi, mentre quasi la metà conta anche su risorse interne. Resta però una quota significativa, pari al 22%, che non ha ancora definito una strategia per il periodo post-Pnrr.
Nonostante le incertezze sulle risorse disponibili, gli enti locali intendono proseguire gli investimenti anche nel biennio 2026-2027, puntando soprattutto su sicurezza urbana, Comunità Energetiche Rinnovabili e servizi digitali ai cittadini. In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale emerge come una leva strategica per aumentare l’efficienza amministrativa e compensare carenze strutturali di personale e competenze. Attualmente l’AI è utilizzata soltanto dal 7% dei comuni italiani, ma le prospettive di crescita sono rilevanti: il 18% delle amministrazioni prevede di adottarla già nel 2026 e oltre un terzo guarda a un’introduzione nei prossimi anni.
Accanto alla dimensione tecnologica prende forma anche il concetto di “Smart Land”, modello basato sulla cooperazione tra territori, enti pubblici e attori privati per condividere infrastrutture, standard e servizi. Secondo lo studio, quasi la metà dei comuni individua nelle regioni il soggetto più adatto a coordinare sistemi territoriali integrati, mentre il 48% punta a rafforzare le collaborazioni con altri enti locali. Tuttavia, oggi soltanto un comune su otto partecipa attivamente a progetti di Smart Land.
Un ruolo chiave viene attribuito anche alle partnership pubblico-private e agli strumenti di project financing, considerati essenziali dal 72% delle amministrazioni per sostenere nuovi investimenti. L’obiettivo è garantire continuità ai progetti avviati durante la stagione del Pnrr e sviluppare nuovi modelli di innovazione urbana più sostenibili e condivisi.
Restano però numerosi ostacoli strutturali. Le principali criticità segnalate dai comuni riguardano la carenza di personale, indicata dal 67% degli enti, seguita dalla scarsità di risorse economiche e dalla mancanza di competenze tecniche. A queste difficoltà si aggiunge una crescente distanza percepita tra istituzioni e cittadini. Secondo una ricerca Ipsos-Doxa, soltanto il 7% dei cittadini ritiene che i propri bisogni siano realmente al centro delle decisioni pubbliche, pur manifestando una forte domanda di partecipazione ai processi decisionali.
Anche sul fronte dell’Intelligenza Artificiale emergono opportunità e criticità. Nel triennio 2023-2025 sono stati censiti 821 progetti di AI nella pubblica amministrazione, quasi la metà legati alle Smart City. In Europa, però, l’86% delle iniziative si concentra nelle città con oltre 250mila abitanti, evidenziando il rischio di ampliare il divario tra grandi centri urbani e territori più piccoli. Se da un lato l’AI promette maggiore efficienza e capacità predittiva nella gestione urbana, dall’altro restano aperte questioni legate alla sicurezza dei dati, all’etica, all’inclusione digitale e all’impatto ambientale dei data center necessari a sostenere queste tecnologie.
Gloria Giovanditti

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