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    Home Politica Europee, nel generale spostamento a destra, in Italia vince il Centro. E...

    Europee, nel generale spostamento a destra, in Italia vince il Centro. E Max Salini conquista il seggio a Bruxelles per la terza volta.

    Dalle elezioni europee che si sono svolte sabato 8, prima volta per l’Italia, e domenica 9 giugno nasce un Parlamento europeo diverso eppure uguale. A cambiare il volto dell’Europarlamento non è bastato, infatti, il ribaltone francese, dove i sovranisti populisti della LePen, guidati da Jonathan Bardella hanno doppiato la coalizione di cui fa parte il Presidente Macron, che ha reagito, per la verità abbastanza d’impulso, convocando subito nuove elezioni politiche. Tra l’altro, una curiosità: li chiamano sovranisti, ma hanno un leader con il nome inglese e il cognome italiano, e stavolta non basta spostare l’accento, un po’ come certi partiti che si definiscono difensori delle classi meno abbienti ma hanno segretari milionari… Anche perché il ribaltone c’è stato anche in Spagna e Germania, dove invece governi a guida socialista hanno subito una decisa battuta d’arresto a seguito dell’affermazione dei cristiano democratici, in Germania, e dei popolari, in Spagna.

    Insomma, dove governava il centro ha vinto la destra, dove governava il centrosinistra, ha vinto il centro. Per non parlare di Belgio e Olanda che avevano dato il la alla tendenza prima del fine settimana: in Olanda Timmermans ha tenuto, mentre in Belgio il premier De Croo, preso atto dei risultati non solo delle europee, ma anche delle politiche, ha deciso di dare le dimissioni. Una ventata verso destra che però, alla fine, lascia invariati gli schieramenti all’Europarlamento, offrendo la possibilità della riconferma alla coalizione rosso-blu di Ursula von der Leyen composta dai socialisti, dai popolari e dai liberali (PSOE, PPE e ReneeEU) che con 404 seggi appare l’unica che abbia speranze fondate di superare il voto di fiducia dell’emiciclo.

    Insomma, cambia tutto perché nulla cambi. E in Italia? Se la vera vincitrice palese delle elezioni europee è Giorgia, no, non la varietà di ciliegie, ma la premier, capace di catturare un consenso crescente rispetto alle politiche di due anni fa e di guidare la sua coalizione a un’affermazione prevista, ma non scontata, c’è anche un vincitore occulto: si tratta del centro che, grazie al buon risultato di Forza Italia e al lavoro oscuro ma estremamente efficace di Antonio Tajani, supera la Lega (anche questo risultato previsto ma non scontato) e si attesta nella posizione di quarta forza, tallonando da presso i 5Stelle, e superando la Lega, in cui si è aperta ufficialmente la stagione dei congressi, cioè la crisi.

    E non è solo l’affermazione di Forza Italia che fa riflettere, ma anche quella di Renzi e Calenda: vittime di un attacco di tafazzismo galoppante, i due riescono nell’ardua impresa di vincere le elezioni (collezionando insieme un 7% abbondante) e di non ottenere neanche un seggio, perché, presentandosi separatamente, hanno ottenuto il risultato di non superare entrambi il quorum. Ma il centro è abbondantemente il terzo partito ed è una realtà, finalmente o di nuovo, fate voi, con cui confrontarsi e nella quale credere. Il che, evidentemente, apre la strada alla fiducia, anche da parte degli elettori, che è il primo elemento per crescere, in politica.

    In tutto questo, annotiamo anche la rielezione di Massimiliano Salini che conferma le sue 37mila preferenze, cento più, cento meno, nel collegio NordOvest e si piazza terzo dietro Tajani e Letizia Moratti: stante la quasi scontata rinuncia al seggio di Antonio Tajani, vice premier e Ministro degli Esteri, Salini può tranquillamente non disfare la valigia e prepararsi a volare all’incontro degli eletti del PPE in programma martedì 18 giugno per affrontare una complessa trattativa per la formazione di una nuova Commissione a guida von der Leyen.
    “Un buon risultato – dichiara l’europarlamentare cremonese -: sono riuscito a mantenere le preferenze ottenute nel 2019 nonostante ci fossero 1 milione e mezzo di votanti in meno nella circoscrizione del Nordovest”.

    Alberto Manzo

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