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    Home Prima pagina Riforma fiscale, il testo passa ora al Senato

    Riforma fiscale, il testo passa ora al Senato

    Riforma fiscale, il testo passa ora al Senato
    La Camera ha approvato il disegno di legge delega con 187 voti a favore. Ora la parola passa a Palazzo Madama. Tra le novità la riduzione e rimodulazione delle aliquote Irpef, la detassazione di straordinari, tredicesime e premi di produzione, ma anche la rateizzazione dell’acconto delle tasse e una stretta sull’acquisto delle e-cig.
    È atteso nei prossimi giorni il passaggio al Senato del disegno di legge delega sulla riforma fiscale. Dopo il via libera della Camera, il 12 luglio scorso, con 187 voti favorevoli, 97 contrari e 6 astensioni, ora la parola passa a Palazzo Madama con l’auspicio di chiudere l’iter entro la pausa estiva in modo tale da predisporre i decreti attuativi e rendere operative le nuove misure a partire dall’inizio del prossimo anno.
    Diverse le novità introdotte nei 20 articoli di cui si compone il testo. Tra queste rientrano la riduzione e rimodulazione delle aliquote Irpef; la detassazione di straordinari, tredicesime e premi di produzione; il graduale superamento dell’Irap; la rateizzazione dell’acconto delle tasse; ma anche una stretta sull’acquisto delle cosiddette e-cig ed alcune modifiche in tema di tasse automobilistiche. Le modifiche hanno interessato soprattutto la prima parte del testo (dagli art. 1 a 13), mentre quelle riguardanti la seconda sono previste dall’esame del provvedimento nel suo passaggio al Senato.
    In particolare, dovrebbero essere oggetto di modifica i punti inerenti a riscossioni e controlli. Su quest’ultimo, l’intento è quello di rendere più chiara la logica sottesa al cambio di approccio da ex post a ex ante, con il concordato preventivo per autonomi e pmi e cooperative compliance per le grandi imprese. Inoltre, è nelle intenzioni anche l’estensione del tutoraggio a quei contribuenti che si trasferiscono in Italia per calamitare nuovi investimenti. Fermo restando l’inserimento della detassazione di straordinari e tredicesime per i redditi più bassi, la possibilità della rateizzazione dell’acconto delle tasse di novembre e la riduzione della ritenuta d’acconto per gli autonomi, che non dovrebbero subire alcuna modifica, sul fronte della riscossione potrebbero essere inseriti dei ritocchi migliorativi con l’obiettivo di mantenere un equilibrio tra interesse al recupero e tutela dei contribuenti, prevedendo forme di rateizzazione maggiormente elastiche.
    Il provvedimento prevede inoltre una serie di misure destinate ai giovani che hanno lo scopo di tutelare le agevolazioni per gli under 30 per l’ingresso nel mondo lavorativo. Sono previsti anche incentivi – come la riduzione dell’Ires – per le aziende che assumeranno nuovo personale o nelle quali è contemplata una partecipazione agli utili da parte dei dipendenti. Come anticipato, anche le tasse automobilistiche verranno interessate dalla riforma con un progressivo superamento del superbollo. Per quanto riguarda invece le sigarette elettroniche, il provvedimento stabilisce il divieto di acquisto dai Paesi extra Unione europea. Via libera poi al coinvolgimento della Guardia di Finanza nel piano di controllo per contrastare il gioco illegale così come alla delega al Governo per l’introduzione della global minimum tax. Accantonata per il momento la flat tax incrementale per i lavoratori dipendenti, mentre sarà sperimentata per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
    Nel testo nessun riferimento alla cosiddetta pace fiscale, argomento sul quale è tornato il segretario della Lega, Matteo Salvini, a margine di una visita istituzionale a Matera dove ha invocato una “grande e definitiva pace fiscale tra fisco e contribuenti per liberare milioni di italiani ostaggio da troppi anni dell’Agenzia delle entrate”. Con una precisazione: la misura non vuole costituire una scappatoia per gli evasori totali, bensì un aiuto per coloro che hanno debiti con il fisco entro una certa misura: “Se qualcuno ha un problema fino a 30mila euro – ha proposto – gliene chiediamo una parte e azzeriamo il resto”.

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