sabato, Maggio 25, 2024
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    Fiducia su Decreto Pa e controlli Pnrr: scontro con Pd e M5S

    Fiducia su Decreto Pa e controlli Pnrr: scontro con Pd e M5S
    Il decreto Pa arriva alla Camera e infiamma lo scontro politico tra la maggioranza, il Pd e il M5S. Gli emendamenti che limitano i controlli della Corte dei conti sulle spese del Pnrr sono al centro della disputa. Il governo ha posto la questione di fiducia sul testo modificato durante l’esame delle commissioni Affari costituzionali e Lavoro, con il Pd e il M5S intenzionati a dare battaglia a Montecitorio.
    Il governo ha posto la fiducia sul nuovo Decreto Pa e sulle limitazioni dei controlli sul Pnrr. Fra le novità introdotte, la proroga del cosiddetto “scudo erariale” di un anno al 30 giugno 2024 e l’esclusione del controllo concomitante della Corte dei Conti su Pnrr e Pnc. Ma a Montecitorio Pd e M5S si preparano a dare battaglia, mentre le forze di maggioranza non sembrano intenzionate a prolungare un dibattito che si protrae da tempo e che l’esecutivo intende archiviare al più presto.
    L’Associazione magistrati della Corte dei conti ha convocato un’assemblea straordinaria per discutere la questione, dopo che la base ha richiesto a gran voce un intervento. La decisione è maturata progressivamente nel corso del fine settimana, in seguito alla possibile fiducia al decreto Pa sugli emendamenti che limitano i controlli della Corte dei conti sulle spese del Pnrr.
    Il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Federico Freni ha minimizzato le tensioni con la Commissione europea riguardo ai controlli della Corte dei Conti, sostenendo che si tratta di un “passaggio irrilevante” e un “suono di disturbo” che non intaccherebbe la trattativa sul Piano di ripresa e resilienza.
    Tuttavia la polemica continua a infiammarsi, con il procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo che interviene sulla questione. Melillo ha sostenuto che è necessario utilizzare al più presto le risorse del Pnrr, ma allo stesso tempo che è essenziale farlo bene, evitando abusi, corruzione e infiltrazioni mafiose.
    Le opposizioni, ad esclusione del Terzo Polo, si preparano all’attacco in vista del voto in Aula. La capogruppo dell’Alleanza verdi e sinistra Luana Zanella invita il governo a confrontarsi con il procuratore Antimafia, sottolineando che non si devono contrapporre rapidità nelle decisioni e rigore nelle procedure.
    Come detto Pd e M5S si sono già dichiarati all’attacco, definendo la norma sulla Corte dei conti una “forzatura inaccettabile” alla quale si opporranno duramente. Il leader M5S Giuseppe Conte ha detto che la preoccupazione del governo non è quella di implementare rapidamente i fondi del Pnrr, ma di non essere disturbati e controllati su come vengono spesi i soldi degli italiani.
    Esponenti di spicco di FdI sono stati chiamati in causa dal deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, che ricorda una proposta di legge presentata da FdI nella scorsa legislatura in cui si chiedeva proprio il controllo concomitante della Corte dei conti sul Pnrr.
    Infine il leader di Azione Carlo Calenda e Luciano Nobili di Italia Viva sostengono le misure sulla Corte dei conti, affermando che il controllo concomitante era “assurdo e ridondante”.
    Pietro Broccanello

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