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    UE, la Commissione sulle stime di crescita: c’è positività

    UE, la Commissione sulle stime di crescita: c’è positività
    La Commissione europea ha pubblicato le previsioni dell’andamento economico, rilevando un cauto ottimismo. La progressione sembra infatti migliore rispetto alle attesa, sia sul fronte dei conti pubblici, sia rispetto al debito in generale. «L’economia europea sta resistendo molto bene all’aggressione della Russia contro l’Ucraina – chiarisce il vicepresidente dell’esecutivo comunitario, l’ex premier lettone Valdis Dombrovskis –. Tuttavia, ci sono molti fattori di rischio da tenere d’occhio. Per mantenere sotto controllo l’inflazione, è fondamentale assicurarsi che la politica di bilancio rimanga prudente e al tempo stesso è necessario mantenere lo slancio delle riforme e degli investimenti».
    Venendo ai numeri, per la Commissione la crescita della zona euro effettiva sarà dell’1,1% nel 2023 e dell’1,6% nel 2024 (in febbraio le stime parlavano di una espansione dell’economia dello 0,9 e dell’1,5% rispettivamente).
    Anche in Italia la previsione resta positiva, con una crescita dell’1,2 e dell’1,1%, in leggero aumento rispetto alle stime pubblicate in inverno (0,8% e 1,0%).
    Male invece la situazione tedesca, segnata da una stagnazione oggi allo 0,2%, causata in primis dall’inflazione.
    «I prezzi dell’energia, decisamente più bassi, stanno riducendo i costi di produzione delle imprese. Anche i consumatori vedono diminuire le loro bollette energetiche, anche se i consumi privati sono destinati a rimanere contenuti, poiché la crescita dei salari è in ritardo rispetto all’inflazione», spiega Bruxelles.
    Lo stesso esecutivo comunitario precisa però: «Sebbene si preveda che la Banca centrale europea e le altre banche centrali dell’Unione europea si stiano avvicinando alla fine del ciclo di rialzo dei tassi d’interesse, le recenti turbolenze nel settore finanziario potrebbero aggiungere pressione al costo e alla facilità di accesso al credito».
    Il disavanzo aggregato a livello di zona euro, comunque, dovrebbe continuare a calare, dal 3,6% nel 2022, al 3,2% nel 2023 al 2,4% nel 2024, sempre in rapporto al prodotto interno lordo.
    La Commissione, inoltre, si è pronunciata anche nel dettaglio delle misure varate dal Governo, facendo notare che l’abolizione di molte misure d’emergenza legate alla pandemia da Covid-19 riusciranno a compensare l’aumento della spesa pensionistica, anzi, saranno un volano di ripresa. Al tempo stesso, tuttavia, la spesa per interesse segnerà un forte incremento, raggiungendo l’anno prossimo il 4,1% del PIL.
    Andrea Valsecchi

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