venerdì, Marzo 1, 2024
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    Banche europee tengono dopo la tempesta finanziaria USA

    Banche europee tengono dopo la tempesta finanziaria USA
    Dopo un lunedì infernale sui mercati europei, si placano i timori innescati dal pericolo di contagio su scala globale degli effetti del fallimento della banca statunitense Svb. L’inflazione Usa risulta conforme alle attese (+ 0,4% a febbraio), anche se ancora troppo alta secondo molti osservatori. Il prezzo del gas torna a 44 euro dopo l’impennata di venerdì, l’euro è stabile sopra 1,07 dollari, mentre lo spread è in calo a 185 punti base. In generale la situazione si è normalizzata con i listini che segnano tutti rialzi attorno al 2%, Milano compresa.
    Dopo il crollo della banca statunitense Silicon Valley Bank i mercati finanziari europei sono stati inizialmente colpiti da una tempesta finanziaria fino all’inizio di questa settimana, con le crescenti preoccupazioni per un possibile allargamento globale degli effetti del fallimento di Svb. Ma già nella giornata di ieri la situazione sembra essersi relativamente stabilizzata in breve tempo, e i timori di un contagio su scala mondiale sono stati abbastanza sopiti.
    In particolare l’inflazione a stelle e strisce, risultata nelle attese (+0,4% a febbraio), sebbene ancora troppo alta secondo molti osservatori, ha fatto sì che la seduta si sia conclusa in senso più positivo rispetto alle aspettative più pessimiste. Ciononostante molti scommettono sulla possibilità di un ritocco dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della Federal Reserve nella prossima settimana, dopo lo stop alla stretta monetaria ipotizzato invece alla vigilia per arginare l’effetto Svb sul sistema bancario.
    Nel riscatto dei mercati è stato poi determinante il ruolo di Wall Street, che è andata in rialzo  già in apertura, nonostante la decisione di Moody’s di tagliare l’outlook sugli istituti di credito degli Stati Uniti da “stabile” a “negativo”. Nonostante i recenti crolli e la paura degli investitori, a New York i titoli delle banche regionali sono rimbalzati e il titolo di First Republic Bank ha guadagnato il 57%, diventando il migliore sullo S&P 500, dopo aver perso quasi il 62% il giorno precedente.
    Determinanti anche gli interventi immediati del governo Usa e della Fed in questa situazione, anche se ovviamente il fatto ha innescato un rapido gioco di accuse tra gli esponenti politici. Secondo il Wall Street Journal, il Dipartimento di Giustizia e la Sec (la consob americana) hanno avviato le indagini sul fallimento di Silicon Valley Bank, mentre  i repubblicani accusano i democratici, e in particolare Trump punta il dito contro le politiche adottate da Svb su diversità e ambiente. Specularmente, i democratici che siedono al congresso se la prendono con la deregulation attuata durante il mandato presidenziale del tycoon, ma anche contro la banca centrale, che non avrebbe adempiuto fino in fondo al suo dovere di supervisione.
    Il rapido rialzo di Wall Street, in ogni caso, ha sicuramente determinato il rimbalzo delle banche europee, che fino lunedì avevano malamente accusato il colpo americano. In testa al Ftse Mib ha chiuso Interpump (+4,4%) in una seduta positiva anche per Generali (+3,6%) dopo i risultati 2022, superiori alle attese, in particolare per quanto riguarda il risultato operativo. In recupero anche i principali istituti di credito, da UniCredit (+4,2%) a Intesa Sanpaolo (+3,4%). In fermento a Piazza Affari anche il settore delle tlc, con Tim che guadagna il 2,2% e le indiscrezioni su Wind Tre che sarebbe in trattative avanzate per gli asset di rete con il fondo svedese Eqt. Bene anche gli altri settori, compresi alcuni anche fuori dal listino principale come Tod’s (+7%) all’indomani dei conti del 2022, chiuso tornando in utile con un profitto di 23,1 milioni contro il “rosso” dell’anno prima.
    Pietro Broccanello

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