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    Il Dl Milleproroghe prende forma

    Il Dl Milleproroghe prende forma
    Il Dl 198/2022 prende sempre più forma nell’esame in commissione a Palazzo Madama, dove le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio hanno proseguito l’esame arrivando a votare gli emendamenti a tutti gli articoli del provvedimento. Circa 50 sono stati scartati, ma si preannunciano molte novità che vanno dai dehors liberi ai prepensionamenti fino al 2026, insieme all’allungamento dei tempi per l’Irpef nelle regioni al voto. Si attendono ulteriori proposte, mentre si punta a chiudere il provvedimento entro oggi 9 febbraio.
    Si è svolta piuttosto velocemente ieri la disamina delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio sulle proposte di modifica agli emendamenti del Dl Milleproroghe avanzate dal governo. Sono stati infatti votati tutti gli emendamenti agli articoli del provvedimento, con una cinquantina di proposte accantonate, mentre ci si attende anche una possibile soluzione sulla questione delle concessioni balneari dopo il nuovo incontro tra le associazioni di categoria interessate e Fratelli d’Italia. In ogni caso l’obiettivo è di chiudere il provvedimento entro oggi, con il decreto (in scadenza il 27 febbraio) previsto in Aula a Palazzo Madama tra il 14 e il 15 febbraio.
    Tra le principali novità c’è la proposta di modifica al sistema pensionistico tale per cui saranno possibili fino al 2026 gli accordi per effettuare dei pre-pensionamenti (con il pagamento della pensione da parte del datore di lavoro) nei casi in cui il raggiungimento dei requisiti minimi di pensionamento sia nell’arco di 7 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Attualmente infatti l’estensione da 4 a 7 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro per raggiungere i requisiti minimi per la pensione scade alla fine del 2023.
    Come già annunciato, inoltre, per le Regioni in cui, al 31 dicembre 2022, sono state indette elezioni ci sarà più tempo a disposizione per decidere se aumentare o meno l’addizionale Irpef, portandola dallo 0,5 all’1%. Il termine per la decisione, attualmente fissato al 31 dicembre dell’anno precedente a quello cui l’addizionale si riferisce, viene differito al 31 marzo di quest’anno, solo per le aliquote applicabili per l’anno di imposta 2023.
    Ci sono invece ancora dei punti su cui manca una decisione definitiva, come la questione delle concessioni ai balneari, i temi legati all’istruzione e alla salute. Su quest’ultimo, tornando alla questione pensioni, sembra che debba saltare la possibilità per i medici di andare in pensione a 72 anni su base volontaria, mentre un’altra opzione è che venga prevista solo per alcune categorie. È invece confermata l’estensione delle ore di libera professione per gli infermieri e le ostetriche così come la proroga dei fondi del piano oncologico nazionale.
    Intanto il governo ha ritirato per estraneità di materia una serie di altre proposte di modifica, tra cui la proroga al 30 giugno del superbonus al 110% per le villette, come anche la possibilità fino al 2026 di conferire incarichi di vertice presso enti, istituti o aziende di carattere nazionale, anche retribuiti e conferiti da organi costituzionali a personale in pensione della PA. Esclusa anche la stretta sulle plusvalenze delle società sportive, che sarà (come già annunciato) oggetto di un altro provvedimento. Confermato invece il prolungamento dei tempi per chiedere i mutui agevolati destinati ai giovani, che potranno usufruire fino al 30 giugno del Fondo di garanzia prima casa per i mutui.
    Pietro Broccanello

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