venerdì, Marzo 1, 2024
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    IL MARE D’AMARE

    IL MARE D’AMARE

    L’effetto dell’inquinamento della plastica nel mare causa un grave impatto economico nei settori del turismo e della pesca che ricade alla fine sul nostro portafoglio. La perdita stimata causata dai rifiuti marini nel nostro bellissimo mar Mediterraneo è intorno ai 60 milioni di euro l’anno, dovuta alla riduzione della domanda della pesca e alla manutenzione delle spiagge che si riempiono di rifiuti ad ogni mareggiata. Così, per evitare di vedere i nostri figli piccoli costruire in spiaggia castelli di plastica invece che di sabbia, possiamo seguire alcune semplici ma efficaci regole per non inquinare il mare e le sue spiagge.

    Ecco un consiglio semplice e pratico che se facessimo tutti quanti cambierebbe istantaneamente lo stato dei nostri mari. Muniamoci di un retino e mentre ci rilassiamo sul pedalò, se vediamo della plastica girarci intorno come fosse uno squalo affamato, raccogliamola per poi gettarla, una volta tornati a terra, negli appositi contenitori. Se invece a girarci intorno si trattasse di un vero squalo affamato agitiamo il retino verso la spiaggia per chiamare aiuto come se non ci fosse un domani.


    Un piccolo gesto che però può aiutare tanto il nostro mare è l’utilizzo del posacenere tascabile per evitare, se proprio non riusciamo a smettere di fumare, di spegnere in spiaggia le nostre sigarette. Le mareggiate porteranno infatti i mozziconi in mare che diverranno successivamente nutrimento per i pesci. Facciamolo, altrimenti poi non lamentiamoci di sentire un sapore di affumicato quando ordiniamo il nostro branzino.

    Sia che siamo sul nostro panfilo da trenta metri o sul gonfiabile da un metro e mezzo, ricordiamoci sempre di non versare liquidi di qualsiasi genere nel mare. Caffè, vino, cocktail etc. sono tutte sostanze che in grandi quantità inquinano i nostri mari, distruggono la flora marina e, in caso di superalcolici, ubriacano le vongole.

    Purtroppo non tutti hanno l’educazione di conservare le spiagge pulite. Muniamoci di un sacco dove raccogliere le nostre bottigliette delle bibite e del classico pranzo in spiaggia e a fine serata, se troviamo spazzatura lasciata da altri, facciamo lo sforzo di raccoglierla noi e soprattutto resistiamo alla tentazione di insultare i parenti più cari dei trasgressori.

    Non inquinare il mare e le sue spiagge non vuol dire solo pulire e riciclare, occorre anche evitare di produrre spazzatura. Durante le nostre felici giornate in spiaggia evitiamo così l’utilizzo della plastica usa e getta. Abituiamoci a borracce, posate e contenitore in alluminio e lavabili, e soprattutto facciamoci venire la voglia di lavarli senza lasciare l’incombenza alla solita povera suocera.

    Chi non ha mai fatto un falò in spiaggia? Da giovani i più sfortunati suonavano la chitarra mentre tutti gli altri pomiciavano romanticamente davanti al tepore del fuoco e alla frescura di una birra. Non per rovinare il quadretto romantico, ma i residui abbandonati dei falò in spiaggia sono tra i peggiori per l’inquinamento. Quindi l’ideale sarebbe riuscire a ripulire le ceneri quando il falò si è spento o, se non fosse possibile pulire, evitiamo proprio di accendere fuochi, tanto se siamo quello che suona la chitarra non abbiamo nulla da perdere.

    Non c’è niente di male nel portare il miglior amico dell’uomo in spiaggia, ma questo non vuol dire dimenticare le regole che si devono seguire quando portiamo i cani in un luogo aperto. Allora preoccupiamoci di tenere con noi il guinzaglio, la museruola e le bustine per raccogliere i loro rifiuti organici. Soprattutto evitiamo che scarichino gli escrementi in mare, a meno che i gestori del nostro stabilimento balneare non stiano particolarmente antipatici.

    Giovanni Zola

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