A poco più di 100 giorni dal suo insediamento alla Casa Bianca, Donald Trump sembra sempre più disilluso sulle prospettive che Russia e Ucraina raggiungano veramente un accordo di pace. Il presidente americano non rinuncia ancora al suo ottimismo: “Siamo più vicini con una delle due parti, non così vicini con l’altra parte”, ha detto Trump alla Nbc, aggiungendo tuttavia che “ci potrà forse essere un momento in cui dirò che è qualcosa che non posso fare, che forse non è possibile raggiungere la pace, c’è un odio tremendo tra i due leader, i generali, alcuni soldati”.
C’è dunque una domanda che fa tremare europei e ucraini. In caso di mancato accordo o di un prolungamento dei negoziati, l’amministrazione Trump ha già detto di esser pronta a lasciare il tavolo dei colloqui. Ciò significa che Washington interromperà del tutto gli aiuti e il sostegno alla resistenza ucraina? Al momento non c’è una risposta chiara a questo interrogativo. Nel frattempo, secondo funzionari sentiti dal New York Times, gli Stati Uniti si preparano a spostare un sistema di difesa aerea Patriot da Israele all’Ucraina, dopo esser stato rimesso a posto. Si tratta di sistemi essenziali per Kiev ha continua ad avere difficoltà nella difesa aerea.
La Russia, intanto, si prepara a una tregua di tre giorni in occasione delle celebrazioni del Giorno della Vittoria, il prossimo 9 maggio. Interpellato sulla possibilità che Mosca ricorra all’uso delle armi nucleari in Ucraina, Vladimir Putin ha spiegato in un’intervista tv che “volevano provocarci, costringerci a commettere errori. Ma non c’era bisogno di ricorrere alle armi cui lei ha fatto riferimento e spero che non sarà necessario”. “Abbiamo abbastanza forze e mezzi – ha aggiunto l’autocrate del Cremlino – per portare ciò che abbiamo iniziato nel 2022 alla sua logica conclusione, con il risultato desiderato per la Russia”.





