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    Mosca e la tattica della ‘bomba sporca’ contro Kiev

    Mosca e la tattica della ‘bomba sporca’ contro Kiev
    La Russia diversifica gli strumenti per cercare di ribaltare il corso della guerra. Negli ultimi giorni, il ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu, ha ventilato la possibilità che l’Ucraina si stia preparando a usare una ‘bomba sporca’, cioè un ordigno che, oltre a ricorrere al classico materiale esplosivo, combina questo con materiale radioattivo. Immediata la risposta di Kiev. Il ministro della Difesa ucraino, Alexei Reznikov, ha deciso di passare all’attacco per smascherare l’accusa di Mosca, invitando gli osservatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica e delle Nazioni Unite a controllare direttamente nel Paese la presenza di tale bomba.
    Per Reznikov, si tratterebbe della solita tattica del Cremlino in cui si accusa il nemico di un possibile crimine in modo da poter agire allo stesso livello ma preventivamente. Insomma, i russi starebbero cercando un casus belli per giustificare l’impiego di una ‘bomba sporca’ che potrebbe cambiare il corso degli scontri in alcune zone. Oppure, semplicemente, si tratta di una strategia per gettare discredito sulla resistenza ucraina. In ogni caso, si tratta di una mossa che rischia di aumentare il livello di tensione già elevato, a tal punto che Washington non ha esitato a far sentire la sua voce.
    Per il Segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, le accuse russe sono palesemente false. Il dipartimento della Difesa americano, ha riferito che il numero uno del Pentagono, il generale Lloyd Austin, ha parlato con Shoigu chiarendo che “gli Usa rifiutano ogni pretesto per l’escalation russa”. Nel frattempo, le difese ucraine stanno riportando diversi successi nell’abbattimento dei pericolosi droni iraniani Shaded-136. Lo riporta l’intelligence britannica. Tuttavia, da parte europea rimane una certa prudenza nella fornitura di certe armi di fattura occidentale. Berlino, per esempio, rifiuta di inviare carri armati Leopard. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha spiegato, in un’intervista pubblicata da La Repubblica, che “la fornitura di armi è legata a un principio molto chiaro: nessuna azione unilaterale”. Oltre a ciò, per Scholz gran parte del popolo tedesco approva una linea prudente nel sostegno all’Ucraina.

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