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    Home Prima pagina Sovranità Alimentare, il Ministero pronto a tutelare l’agroalimentare italiano

    Sovranità Alimentare, il Ministero pronto a tutelare l’agroalimentare italiano

    Sovranità Alimentare, il Ministero pronto a tutelare l’agroalimentare italiano
    È nato il nuovo Ministero per l’Agricoltura e la Sovranità Alimentare. L’obiettivo è chiaro: sostenere l’intero compartoagroalimentare italiano, difendendo le imprese del settorecontro le scellerate politiche europee dell’ultimo periodo.
    La tutela dei prodotti enogastronomici italiani contro alcune imposizioni europee il cui senso è ancora tutto da conoscere, passerà attraverso l’operato del neo-Ministro Francesco Lollobrigida. Il Ministero dell’Agricoltura, infatti, come ha annunciato la neo-Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, prenderà il nome di Ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare.
    Dal Nutriscore, al sistema di etichettatura a semaforo che si sta diffondendo nei supermercati dell’Unione Europea, sono solo alcune delle nocive trovate per l’intera industria alimentare, che tanto è intrinseca nel concetto di Made in Italy, il fulcro della cosiddetta dieta mediterranea. Lo stesso Lollobrigida, entrando a Palazzo Chigi per il suo primo Consiglio dei Ministri, si è detto pronto a dare un contributo per “salvare” i prodotti delle nostre terre: “Il prodotto italiano è di eccellenza e lo vogliamo tutelare come fanno le altre nazioni”. E proprio sul sistema a semaforo dice: “Esso privilegia i prodotti di colore verde in base ai livelli di zuccheri, grassi e sale ogni 100 grammi, penalizza la dieta mediterranea con un’incidenza (secondo Federalimentari) fino al 50% sull’export. Per questo l’Italia spinge per l’etichettatura Nutrinform battery che valuta non i singoli prodotti ma la loro incidenza nella dieta”.
    Il lavoro che si prospetta sul tavolo per Francesco Lollobrigida andrà quindi di pari passo con quello del collega Adolfo Urso, titolare del neonato Ministero delle imprese e del Made in Italy, la riformulazione del Ministero dello Sviluppo Economico. E questo perché il comparto del settore primario del nostro Paese – soprattutto fra le Regioni del Nord – rappresenta oltre il 15% del PIL nazionale e che vale oltre 500 miliardi di euro, facendo registrare (stando ai dati 2021) un export di ben 50 miliardi. “È necessaria una riforma della Pac, la Politica agricola comune – spiega infatti Lollobrigida – che si liberi dall’ideologia intrinseca del Farm to Fork, perché la sensibilità ambientale è sentita anche in Italia e il nostro Paese può dire di avere una delle agricolture da sempre più sostenibili”. Sul tavolo, poi, si celano i prodromi di un piano di coltivazione da un milione di ettari che vada a superarequelli concessi oggi dall’Europa che impone una quota di 200.000 ettari a riposo. All’Italia servono più terreni da coltivare, non solo per contrastare la crisi ma anche durante i momenti fertili – ha dichiarato il Ministro – con un occhio alla filiera dei consumi che corregga la corsa dei prezzi con contratti chiari, finanziati nel Pnrr, che garantiscano ai produttori un prezzo di vendita equo. Per evitare – sottolinea Lollobrigida – che un litro di latte che già prima della crisi costava al produttore 48 centesimi e gli veniva pagato 38 centesimi si trovi alla vendita dettaglio tra 1 euro e trenta e i due euro. Squilibrio esistente anche per la carne”.
    Altro obiettivo del Governo è poi la lotta su tutta la linea dei falsi prodotti italiani, dal parmigiano alla mozzarella, che sottraggono miliardi di euro ai produttori del nostro Paese. ” Il nostro obiettivo – dice Lollobrigida – è tutelare l’economia agricola dalle aggressioni del mercato del falso rimettendo al centro il rapporto con il settore per proteggere la filiera e il concetto di cultura rurale. Nel 2022 saranno oltre il 30% le aziende che chiuderanno con un bilancio negativo, mentre prima della crisi le aziende con queste difficoltà erano il 7%, perché i costi adesso non sono sostenibili”.
    Andrea Fortebraccio

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