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    Home Prima pagina POLITICA, IL PROGRAMMA DI FRATELLI D’ITALIA

    POLITICA, IL PROGRAMMA DI FRATELLI D’ITALIA

    POLITICA, IL PROGRAMMA DI FRATELLI D’ITALIA
    Con il partito di Giorgia Meloni ai vertici ora sembra arrivato il momento di un ritorno del Centrodestra compatto al Governo. Ma quali sono i punti salienti del programma di Fratelli d’Italia?
    È innegabile: negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un significativo cambio di passo nel linguaggio comunicativo della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Un cambio di passo che sta in forme più moderate e meno aggressive della solita retorica che ha capeggiato il movimento sin dalla sua fondazione. Un cambio, molto probabilmente dettato dal consenso che stava via via crescendo, e che la stava conducendo fin dove è oggi, con il risultato schiacciante fuoriuscito dalle urne, che ha reso FdI primo partito in Italia. Ed un linguaggio sempre più “moderato” ha come obiettivo e conseguenza quello di attrarre verso di sé gli elettori meno radicali, che sono, almeno in Italia, certamente la maggioranza. Giorgia Meloni si appresta quindi a governare, assieme ad alleati che non staranno di certo a guardare dall’interno della compagine governativa. Ma allora quali sono i punti chiave del programma di Fratelli d’Italia? Scopriamolo.
    Sostenere le imprese e chi crea lavoro
    Giorgia Meloni punta a disincentivare le delocalizzazioni, contrastando la concorrenza sleale e le pratiche elusive del trasferimento delle sedi d’azienda all’estero. Un occhio di riguardo, è stato dichiarato, verrà posto nei confronti delle Pmi, che sono il reale motore del Paese.  
    Altro punto saldo riguarda poi la razionalizzazione del sistema degli incentivi alle imprese, che oggi consta di oltre 1.400 interventi agevolativi nazionali e regionali, favorendo l’accesso al credito e semplificando le procedure di quotazione in Borsa.
    Analogamente, il programma di FdI prevedere la promozione del marchio Made in Italy, fondamentale per promuovere all’estero le imprese nostrane, dietro la collaborazione con gli uffici commerciali delle ambasciate e delle camere di commercio.
    Taglio del cuneo fiscale
    Il sostegno al mondo del lavoro passa anche attraverso il taglio strutturale del cuneo fiscale e contributivo, a vantaggio di subordinati ed imprese. Nel breve termine potrebbe essere infatti introdotta una super deduzione del costo del lavoro per le imprese che incrementano l’occupazione rispetto agli anni precedenti. FdIpropone inoltre di ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie attraverso una riforma all’insegna dell’equità, che consta di alcuni essenziali punti come la riforma dell’Irpef con progressiva introduzione del quoziente familiare; l’estensione della flat tax per le partite Iva fino a 100mila euro di fatturato; l’introduzione della flat tax sull’incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti; la progressiva eliminazione dell’Irap e razionalizzazione dei micro-tributi. Dovrebbe poi essere introdotta la cedolare secca al 21% anche per l’affitto degli immobili commerciali in zone svantaggiate e degradate. Poi l’innalzamento dell’uso del contante e lo stop alla politica dei bonus, che va sostituita con misure stabili e durature.
    Aggiornamento mirato del Pnrr
    La Presidente di Fdi Giorgia Meloni ha sì dichiarato che il Pnrrrappresenta una grande occasione per la modernizzazione dell’Italia e delle sue infrastrutture e per la ripartenza economica della Nazione, ma ha anche specificato che il piano di ripartenza europeo necessita di un mirato aggiornamento vista la crisi energetica generata dal conflitto in Ucraina, per liberare l’Italia dalla dipendenza del gas russo.
    Stop al reddito di cittadinanza
    Con un Governo a larga maggioranza pare anche che il reddito di cittadinanza possa avere le ore contate. La proposta per il superamento riguarda infatti un nuovo strumento che tuteli i soggetti privi di reddito, effettivamente fragili e impossibilitati a lavorare o difficilmente occupabili, come disabili, over 60, nuclei familiari con minori a carico.
    Investimenti strutturali
    Si parla poi di un nuovo piano di impulso per rilanciare gli investimenti in infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali. Sul fronte superbonus edilizio, vanno salvaguardate le situazioni già avviate, ma armonizzando e riordinando gli incentivi superando l’attuale sistema.
    Innalzamento delle pensioni minime
    Si parla infine di innalzare le pensioni minime e sociali, aumentando anche nel complesso le pensioni di invalidità, che non potranno essere inferiori ad altre forme di assistenza sociale esistenti.
    Andrea Fortebraccio

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