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    Scuola, la prima campanella senza le restrizioni Covid

    Scuola, la prima campanella senza le restrizioni Covid
    Dopo l’avvio in Provincia di Bolzano lo scorso 5 settembre, ieri sono tornati in classe gli studenti di 6 regioni, tra cui la Lombardia. Si riparte in presenza, senza mascherina e distanziamento e si dice addio alla Dad.
    È suonata ieri la prima campanella che ha dato il via al nuovo anno scolastico per gli alunni di 6 regioni italiane, tra cui la Lombardia. Preceduti solo dagli studenti della Provincia di Bolzano, che hanno fatto ingresso in aula lo scorso 5 settembre, ieri è stata la volta degli allievi di Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Provincia di Trento. Un inizio d’anno che si prospetta, dopo tre anni segnati dalla pandemia, all’insegna della normalità con il rientro in presenza senza mascherina e il definitivo addio alla didattica a distanza.
    Per l’anno scolastico 2022/23 sui banchi di scuola sono attesi 7.286.151 studenti, di cui 1.142.911 solo in Lombardia, che andranno a popolare le oltre 366mila classi dislocate sul territorio nazionale. Oggi faranno il loro ingresso in aula gli studenti campani, mentre domani sarà la volta di quelli di Calabria, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria. Il 15 settembre toccherà agli alunni di Emilia-Romagna, Lazio e Toscana, infine, ultimi a riprendere la routine scolastica saranno gli studenti di Sicilia e Valle d’Aosta il 19 settembre.
    La novità più rilevante riguarda le restrizioni anti-Covid che avevano segnato pesantemente gli ultimi tre anni, complicando non poco l’organizzazione e la didattica delle scuole italiane. Il suono della campanella viene salutato quest’anno come liberatorio, perché finalmente riporta alla normalità studenti e personale scolastico che diranno addio alle principali misure anti pandemia finora adottate. “È la scuola della ripartenza – ha detto il ministro dell’Istruzione Bianchi -. Il governo ha ritenuto che la fase di emergenza fosse conclusa. Ma siamo pronti per ogni evenienza e teniamo monitorata la situazione in ogni parte del Paese”.
    In classe si torna in presenza, senza orari scaglionati per evitare assembramenti e senza l’obbligo di mascherina – come conferma il vademecum inviato dal Miur alle scuole – che rimane consigliata solo a personale e alunni fragili. Niente più misurazione della temperatura all’ingresso e anche le aule saranno composte alla vecchia maniera, senza il distanziamento tra i banchi che torneranno ad essere attaccati. Inoltre, notizia tanto attesa dagli studenti, potranno riprendere le gite scolastiche finora sospese.
    In caso di sintomatologia sospetta Covid, le indicazioni ministeriali prevedono che la persona interessata dovrà essere condotta nell’apposita stanza d’isolamento identificata dalla scuola e, qualora si tratti di studente minorenne, attendere l’arrivo del genitore per essere portato a casa. In caso di positività sarà necessario l’isolamento presso il proprio domicilio, con la differenza che la classe non sarà in alcun caso messa in quarantena e, soprattutto, non sarà prevista la didattica a distanza per il soggetto ammalato perché sarà considerata come una normale assenza per malattia. Rimane la necessità di produrre un test con esito negativo per essere riammessi a scuola. Nessuna misura prevista in caso di contatto con persona positiva.
    Permangono, come misura precauzionale, alcune buone prassi preventive legate all’igienizzazione delle mani e alle modalità per gestire starnuti e colpi di tosse in classe, così come adeguate sanificazioni periodiche dei locali scolastici. Se dovesse poi verificarsi una recrudescenza dei contagi durante il periodo autunnale, è già previsto il ripristino delle misure precedentemente in vigore. Un protocollo già ben consolidato che tutti auspicano possa rimanere nel cassetto il più a lungo possibile.
    Micol Mulè

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