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    Confcommercio: con la guerra la bolletta delle imprese italiane rischia di essere più salata di oltre il 160%

    Confcommercio: con la guerra la bolletta delle imprese italiane rischia di essere più salata di oltre il 160%
    L’Italia rischia di pagare un prezzo molto alto per la sua dipendenza dal gas russo che conta per più del 40% dell’import totale. Secondo uno studio di Confcommercio e Nomisma, infatti, nel caso in cui il conflitto tra Ucraina e Russia si aggravi, cosa che sta già succedendo, e nell’ipotesi di una eventuale interruzione delle forniture di gas dalla Russia, le imprese del commercio, della ricettività e della ristorazione del nostro Paese rischiano di dover sostenere una spesa energetica di quasi 30 miliardi di euro nel 2022, oltre il 160% in più rispetto al 2021.
    Nel report di Confcommercio viene sottolineato come il prezzo del gas sia quello più esposto alla crisi degli ultimi mesi e se a inizio febbraio questo si aggirava attorno agli 80€ per megawattora, allo scoppio del conflitto è balzato a 120€ mentre ieri si è verificata un’ulteriore fiammata con il prezzo dei contratti del gas TTF di Amsterdam che ha raggiunto i 198€ per megawattora, “livelli incomparabili con i 25€ di un anno fa” afferma l’associazione. Nel frattempo il petrolio continua la sua corsa con il Brent che ieri è salito oltre 114$ al barile e il Wti sopra quota 113$, per poi ripiegare leggermente. Confcommercio stima che questi rincari rischiano di costare all’autotrasporto un incremento della spesa annua pari a 21 miliardi.
    Draghi ha spiegato chiaramente che l’Italia ha commesso un grave errore negli scorsi anni non diversificando le fonti di approvvigionamento energetico e sebbene ci sia un consenso unanime attorno al premier, i tempi per adeguare la strategia energetica nazionale sono lunghi. Nel breve periodo, quindi, non c’è scampo alle bollette salate? Ieri il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, è intervenuta a Radio Capital spiegando che “per il momento non ci saranno problemi immediati con le forniture di gas. Abbiamo quantità in stoccaggio tali da reggere l’impatto di un’interruzione della fornitura di gas”.
    Per Confcommercio le misure adottate dal Governo nelle ultime settimane, prima dello scoppio del conflitto in Ucraina, vanno nella direzione giusta ma non sono sufficienti, motivo per cui l’associazione invita l’esecutivo ad adottare un piano d’azione più ampio e strutturale che comprenda l’abbattimento del peso degli oneri generali di sistema “che hanno un costo stimato di quasi 17 mld per il 2022 che ricade su famiglie e imprese” e allo steso tempo chiede intervenire per riordinare la fiscalità energetica riducendo dal 22% al 10% l’IVA sui consumi elettrici delle imprese del terziario di mercato.
    Redazione

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