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Bollette: fine maggior tutela rinviata al 2023.

Il decreto mille proroghe ha disposto lo slittamento del termine del mercato tutelato di un anno. Da quest’anno invece il bonus per le famiglie in disagio economico sarà automatico.

 

Arriva l’ennesima proroga per il termine della maggior tutela per le bollette dell’elettricità delle famiglie italiane e di alcune imprese. Il decreto mille proroghe, infatti, ha disposto il rinvio di un anno per l’entrata definitiva nel mercato libero che dunque avverrà non più all’inizio del 2022 ma dal 1 gennaio 2023. Un passaggio che è già avvenuto per tutta una serie di imprese piccole e micro.

Se entro questa data alcuni soggetti non avranno realizzato il passaggio dal servizio di tutela del prezzo a uno dei contratti presenti nel mercato libero, ciò non comporterà l’interruzione della fornitura la quale sarà garantita fintanto che il cittadino non troverà un nuovo operatore o una nuova offerta.

Nel frattempo scatta il riconoscimento automatico dei bonus sociali di sconto per le bollette di acqua, luce e gas per le famiglie in stato di disagio economico. Un contributo che viene dato a quei nuclei con Isee non superiore a 8.265 euro. Da quest’anno basterà infatti compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini dell’Isee, per ottenere la prevista riduzione sulla spesa sostenuta per le forniture di elettricità, gas naturale e acqua.

Secondo le stime dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), tale bonus interessa 2,6 milioni di famiglie. La novità risiede nel meccanismo di riconoscimento che diventa automatico. In questo modo viene superata la vecchia modalità di bonus su richiesta che negli anni aveva limitato gli sconti solo a un terzo dei potenziali beneficiari.

Il meccanismo ha validità dal 1 gennaio 2021 e ogni bonus avrà una durata di 12 mesi ma la data di effettiva erogazione dipende dal tipo di bonus. L’Arera ha fatto sapere che nella prima fase di applicazione, le verifiche funzionali all’ammissione alle agevolazioni saranno avviate a luglio, per permettere la piena funzionalità delle procedure.

Le condizioni soggettive per avere diritto ai bonus per disagio economico restano le stesse, cioè appartenere alternativamente ad un nucleo familiare:

con indicatore ISEE non superiore a 8.265 euro;

con almeno 4 figli a carico (famiglia numerosa) e indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro;

titolare di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza.

In aggiunta, uno dei componenti del nucleo familiare ISEE deve risultare titolare di una fornitura elettrica/gas/idrica per usi domestici attiva (o sospesa per morosità) o usufruire di una fornitura centralizzata gas/idrica attiva e per usi domestici. Inoltre, per motivi di trasparenza, è previsto che l’applicazione del bonus venga evidenziata in bolletta da parte del venditore affinché il cliente possa verificarne la corretta erogazione.

 

Simone Fausti

 

 

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