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Didattica a distanza, la connessione è scarsa e le maestre usano i loro cellulari

A Cassano d’Adda ci si arrabatta come si può per garantire la continuità didattica ai bambini in quarantena. Genitori sul piede di guerra scrivono al sindaco: Non è giusto che le maestre paghino di tasca propria.

Genitori a fianco degli insegnanti in una scuola primaria di Cassano d’Adda per risolvere i problemi di rete che affliggono l’istituto costringendo le insegnanti ad utilizzare i propri telefoni cellulari per consentire la continuità dell’insegnamento a distanza.

Nella primaria di Cascine San Pietro, che rientra nel comprensivo Quintino Di Vona, già dalla fine del mese di ottobre si sono susseguiti numerosi casi di alunni sottoposti ad isolamento domiciliare secondo quanto previsto dai protocolli anti-Covid e quindi costretti a seguire le lezioni da casa in didattica a distanza. Fin qui niente di strano, peccato però che la connessione internet della scuola lasci parecchio a desiderare, al punto che le maestre devono far ricorso ai dispositivi personali per poter fare lezione.

I genitori però non ci stanno. La mobilitazione parte dal basso, sono le famiglie che trovano ingiusto che le maestre debbano farsi carico delle spese per la connessione internet per garantire la continuità didattica. Ecco allora la lettera al primo cittadino di Cassano, Roberto Maviglia, per richiedere un intervento tempestivo che possa garantire il buon funzionamento della rete internet all’interno della scuola e consentire lo svolgimento delle lezioni senza che le insegnanti debbano rimetterci di tasca propria.

Dal canto suo, il sindaco ha precisato che la fibra ottica in quel di Cascine è arrivata solo a settembre e che il problema di connessione sembrerebbe interessare soltanto una porzione dell’edificio scolastico e non l’intera struttura, promettendo un intervento rapido e risolutivo entro la settimana.

Ma i genitori cassanesi non attendono soltanto la risoluzione del problema legato alla connessione internet della primaria di Cascine San Pietro. È ancora in sospeso anche il problema legato agli assembramenti al di fuori della primaria Guarnazzola negli orari di ingresso ed uscita dal plesso scolastico, anch’esso parte del Comprensivo Quintino Di Vona. Nel mirino delle proteste è il secondo ingresso realizzato poco prima dell’avvio del nuovo anno scolastico per garantire il rispetto delle norme anti-Covid.

Secondo i genitori, che hanno scritto al Comune e al dirigente scolastico, il nuovo ingresso presenterebbe problemi legati alla sicurezza perché affaccia su una strada sprovvista di attraversamento pedonale dove le auto viaggiano a velocità sostenuta, inoltre sarebbe troppo stretto, elemento che favorirebbe l’assembramento di bambini e genitori fuori dall’istituto. Senza contare l’assenza di un parcheggio adeguato nelle vicinanze per consentire la sosta a chi deve portare o riprendere i figli a scuola.

Per il momento la direzione scolastica ha accordato l’accesso all’area esterna del plesso Guarnazzola dove poter attendere l’ingresso e l’uscita dei bambini senza causare assembramenti. Sulle altre questioni rimaste aperte bisognerà ancora attendere la risposta dell’amministrazione. Ma i genitori non hanno alcuna intenzione di mollare il colpo.

Micol Mulè

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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