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lunedì, 28 Settembre, 2020
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Milano: presentato il “piano scuola” per la ripartenza di settembre

Milano: presentato il “piano scuola” per la ripartenza di settembre

Misurazione della temperatura agli ingressi di nidi e materne di Milano, aule prefabbricate e zone “car free” le principali novità. 6milioni di euro gli investimenti per implementare la sicurezza sanitaria. Nodo trasporti ancora incerto.

Inizia il countdown per l’inizio tutto in salita del nuovo anno scolastico e Milano rende noto il piano di rientro per accogliere gli alunni delle scuole cittadine. Misurazione della temperatura all’ingresso di nidi e materne, aule prefabbricate per andare incontro alle esigenze di spazio di alcune scuole e zone “car free” nelle adiacenze dei plessi scolastici a rischio assembramenti sono le principali novità illustrate dal primo cittadino e dagli assessori alla partita scolastica a seguito della prima riunione di giunta dopo la pausa vacanze.

Beppe Sala non nasconde i timori per la ripartenza, ma punta a rassicurare le famiglie: “Siamo partiti da mesi per prepararci e siamo pronti. Milano ha messo in piedi un corposo piano d’azione”.

Di questo piano la novità di rilevo consiste nella decisione di procedere alla rilevazione della temperatura corporea di bambini e accompagnatori all’ingresso di nidi e materne attraverso i 500 termoscanner acquistati dall’ente, che rientrano nel piano d’investimento in dispositivi sanitari necessari per ripartire in sicurezza, tra cui risultano inoltre l’acquisto di quasi 825mila guanti monouso, poco meno di 176mila mascherine tra chirurgiche e Ffp2, 4mila visiere e circa 10mila unità di gel igienizzante.

6milioni di euro è la cifra che ha stanziato Palazzo Marino per implementare la pulizia quotidiana degli spazi comuni delle scuole, bagni, arredi e giochi utilizzati dai bambini.

Il Comune ci mette del suo per garantire la ripartenza in sicurezza, ma punta alla corresponsabilità, invitando le famiglie a “fare tutte le vaccinazioni obbligatorie e facoltative, compresa quella antiinfluenzale”, come sottolineato dall’assessore all’Educazione Laura Galimberti e dallo stesso sindaco Sala che ha rivolto l’appello al personale docente e non docente affinché si sottopongano numerosi al test sierologico.

Sul fronte degli orari, il Comune fa sapere che riuscirà a garantire soltanto il servizio pre-scuola ma non il post, mentre per quanto riguarda la refezione scolastica, si stanno valutando tre ipotesi possibili insieme a Milano Ristorazione che sta ultimando le verifiche degli spazi disponibili all’interno dei refettori scolastici: la prima prevede la consumazione dei pasti in mensa a classi scaglionate su turni, la seconda il cosiddetto “sistema misto”, ovvero pranzo sia in classe che in mensa, ed infine – ma solo per i pochi istituti dove le mense sono adibite ad aule – pranzo in classe.

E per risolvere il problema degli ambienti dove svolgere attività didattica, Sala ha annunciato l’arrivo di 50 prefabbricati destinati alle strutture scolastiche che non dispongono di sufficienti spazi idonei a garantire il necessario distanziamento interpersonale. Non tutto arriverà però entro la data d’inizio del nuovo anno scolastico – fissato al 7 settembre per la scuola dell’infanzia e al 14 per primaria e secondaria – ma questo perché “abbiamo optato per un tipo di struttura più idonea alle esigenze dei ragazzi”, spiegano gli assessori all’Edilizia scolastica Paolo Limonta e all’Educazione Laura Galimberti, che precisano “non sono container”.

Una decina le scuole all’interno delle quali saranno posizionati i 50 prefabbricati, entro il 14 settembre arriveranno i primi 14 moduli abitativi temporanei nelle scuole di via Console Marcello, via Rasori, via Gallarate e Cilea, poi sarà la volta delle materne di via Narcisi e Gattamelata, che entro il 20 settembre si vedranno recapitare 12 prefabbricati, entro il 27 del mese toccherà alle strutture di via Quarenghi, Martinetti e Castellino da Castello con 13 moduli ed infine gli ultimi 6 prefabbricati destinati alle scuole di via Forze Armate e Crimea entro il 4 ottobre.

Ridotta la richiesta degli spazi extrascolastici, limitata infatti a circa sette scuole che si appoggeranno a quattro oratori e ad un paio di sedi di associazioni.

Più complicato il tema della gestione della viabilità all’esterno delle strutture dove è possibile si verifichino assembramenti in ingresso ed uscita da scuola. Un’ipotesi è l’istituzione di zone “car free” dove sarà vietata la circolazione dei veicoli negli orari che corrispondono agli ingressi/uscite degli studenti, oppure il posizionamento di paletti che vietino la sosta irregolare delle auto nelle vicinanze delle scuole con aree pedonali non protette, altrimenti la collocazione di appositi bollini che identifichino i luoghi dov’è possibile stazionare in attesa dell’ingresso/uscita da scuola.

E sui trasporti pubblici Sala mette subito le mani avanti: “Non ci sono margini di flessibilità”, sentenzia, rimandando a Roma le responsabilità. Atteso infatti per domani il responso definitivo del governo per quanto riguarda la capienza limite dei mezzi di trasporto pubblici.

Micol Mulè

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