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    Il commissario Arcuri sotto indagine dalla Corte dei Conti

    Il commissario Arcuri sotto indagine dalla Corte dei Conti

    Presunta violazione della legge sul tetto agli stipendi pubblici, contestata dalla Corte.

    Domenico Arcuri, il super manager nominato commissario straordinario per l’emergenza coronavirus dal premier Conte, avrebbe superato il tetto agli stipendi pubblici in qualità di amministratore delegato di Invitalia.

    Giovedì i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Roma gli hanno notificato un atto di costituzione in mora di ben 1,9 milioni di euro. La somma dovrà essere restituita all’erario pubblico entro dieci giorni dall’avviso.

    In base alla normativa, dal primo maggio del 2014, la società che si occupa di attrarre investimenti e dello sviluppo delle imprese avrebbe dovuto adeguare i compensi dei suo vertici. Per Arcuri lo stipendio non sarebbe dovuto essere superiore a 192.000 euro annui. Secondo la Corte dei Conti invece, il suo compenso è stato ben superiore: il commissario avrebbe preso in 4 anni 1 milione e 330 mila euro in più rispetto a quanto gli sarebbe spettato stando al dettato di legge.

    Arcuri si difende così: “Ho già dato istruzioni di offrire la massima collaborazione alla Corte dei Conti in modo da chiarire l’assenza di qualunque errore da parte mia o di Invitalia. Come avrò modo di spiegare, la disciplina relativa ai tetti di trattamento economico non trova applicazione per contratti che, come il mio, risalgono ad una data antecedente al 2007. Inoltre è opportuno sottolineare che l’importo di 1,9 milioni di euro deriva dalla somma di più annualità (6 anni), e dai compensi di più persone. Confido quindi che già da domani si possa dimostrare che non vi è stata alcuna violazione o irregolarità”.

    Premettendo che l’imposizione di un tetto agli stipendi pubblici va spesso a discapito delle competenze e a beneficio di una propaganda pauperista, è altrettanto vero che le leggi non possano essere ignorate, specie da un personaggio pubblico la cui funzione in questo momento riveste grandissima importanza.

    Inoltre è doveroso sottolineare che l’indagine riguardante Invitalia e il commissario Arcuri va avanti dal 2012 ed è strano che il presidente del Consiglio, spesosi per la sua nomina, la potesse ignorare. Peraltro il presidente Conte è espressione del movimento 5 stelle, quel partito che ha fatto della riduzione degli stipendi il proprio mantra culturale.

    Andrea Curcio

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