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    Presidenza Ue alla Germania: cosa aspettarsi?

    Presidenza Ue alla Germania: cosa aspettarsi?

     

    Dal primo luglio è cominciato il semestre europeo guidato dalla Germania. Obiettivo di Angela Merkel: rilanciare l’Europa dopo la pandemia da coronavirus.

     

     

    Ieri è cominciata la presidenza tedesca dell’Unione Europea e le aspettative sono molto alte. Anzitutto, cosa è il semestre europeo? È un periodo della durata di sei mesi, appunto, durante il quale gli stati membri, a rotazione, assumono la presidenza dell’Ue con lo scopo principale di coordinare le politiche economiche e di bilancio. Una procedura che rientra nel quadro della governance economica dell’Unione Europea.

     

    Quando la presidenza capita ad uno Stato con un corpo diplomatico e amministrativo particolarmente efficiente, allora possono generarsi dei cambiamenti particolarmente incisivi. In questo caso la presidenza è toccata alla Germania, dunque ad Angela Merkel, la quale ha ricoperto questo ruolo per la prima volta nel 2007 e tredici anni dopo è l’unico membro del Consiglio europeo ancora in carica.

     

    Questa presidenza può essere particolarmente significativa poiché la Germania ha deciso di attuare un programma ambizioso, confermandosi al centro dei processi europei. Come riportato dall”ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling, “Il nostro motto è il rilancio dell’Europa, e non ricostruzione, vale a dire che non dobbiamo tornare all’Europa com’era prima della pandemia ma rilanciare tutti insieme un’Europa più solidale, più sovrana, più verde, più digitale, più innovativa e più forte”.

     

    Merkel, che ha annunciato il suo ritiro dalla scena politica alla fine del suo mandato nel 2021, ha ritrovato particolare popolarità in patria dopo una gestione della pandemia e del lockdown considerata efficiente e a livello europeo ha ritrovato vigore dopo la proposta franco-tedesca del Recovery Fund da 750 miliardi di euro. Su quest’ultimo aspetto la cancelliera spera di trovare un accordo al prossimo vertice del Consiglio Europeo del 17-18 luglio, cercando di superare le opposizioni dei paesi frugali (Paesi Bassi, Austria, Danimarca e Svezia).

     

    Ecco dunque alcuni degli ambiti di azione ritenuti prioritari:

    1) concludere entro la fine dell’anno i negoziati con il Regno Unito per la Brexit. Negoziati che dovrebbero riprendere dopo l’estate e che presentano ancora una serie di incognite rilevanti come il problema del confine tra Irlanda e Irlanda del Nord.

    2) Introdurre una tassa europea sulle transazioni finanziarie e parallelamente impegnarsi per contrastare in maniera più efficace l’evasione fiscale. L’aspetto finanziario è un tema delicato in Germania vista la dolorosa ristrutturazione di Deutsche Bank negli ultimi anni dovuta a scelte poco accorte e il recentissimo scandalo della società tedesca Wirecard che ha millantato 1,9 miliardi di euro in conti filippini inesistenti.

    3) Si aggiungono poi questioni su cui da anni il dibattito europeo si è arenato come le politiche di immigrazione e il relativo accordo di Dublino e il progetto di una transizione ecologica che non distrugga i pilastri industriali europei.

    4) Infine ci sono i temi della parità salariale tra donne e uomini e il sostegno all’occupazione soprattutto quella giovanile.

     

     

    Simone Fausti

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