sabato, Maggio 25, 2024
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    Ucraina-Russia, secondo round di colloqui a Brest. Secondo gli USA i russi sbarcheranno a Odessa

    Ucraina-Russia, secondo round di colloqui a Brest. Secondo gli USA i russi sbarcheranno a Odessa
    Ieri la delegazione ucraina si è recata in Bielorussia per un’ulteriore sessione di negoziati con i russi, sul tavolo tra le altre cose un eventuale cessate il fuoco. Continuano gli attacchi in Ucraina, ieri colpite due scuole a Chernihiv, l’Unhcr comunica che gli sfollati sono più di un milione. Intanto secondo l’intelligence americana le truppe di Mosca starebbero preparando lo sbarco a Odessa.
    Anche nella giornata di ieri le forze russe hanno intensificato l’offensiva ai danni delle città ucraine, dopo le stragi e gli episodi a cui ci hanno abituati le immagini e i video (taluni dei quali diventati virali in brevissimo tempo) degli scorsi giorni. Il sindaco di Kherson, dopo la prolungata resistenza delle truppe ucraine durata gli scorsi due giorni, ha annunciato il crollo della città nelle mani dei militari di Mosca. Anche Mariupol, altra città presa pesantemente d’assalto dalle forze russe, sta per subire la stessa sorte. E naturalmente anche la capitale Kiev continua ad essere bersagliata da bombardamenti e razzi da ormai diversi giorni. La città è devastata dopo ormai quasi una settimana di attacchi: palazzi governativi, sede della polizia e servizi di intelligence, un edificio universitario quartieri residenziali… L’offensiva russa non ha risparmiato proprio nulla.
    Come già preannunciato l’altro ieri, secondo quanto riportato dalle autorità ucraine i civili uccisi in una settimana scarsa dall’inizio del conflitto sono oltre duemila. Per quanto riguarda gli sfollati, invece, l’Unhcr ha reso noto che si contano oltre un milione di ucraini fuggiti ai bombardamenti in fretta e fuga, per riparare verso i Paesi confinanti (in particolare verso la Polonia) o verso altri Paesi europei che hanno offerto la propria disponibilità ad ospitarli.
    Ciononostante, al netto della situazione estremamente drammatica che tutto il popolo ucraino sta vivendo in questi giorni, l’aspetto che forse stupisce maggiormente fino ad ora è proprio la tenacia e la resistenza delle forze militari ucraine, ma non solo, anche degli stessi cittadini. L’invasione russa, che – stando a recenti notizie – Mosca pensava di “chiudere” nel giro di pochi giorni, si sta rivelando sicuramente più complessa e lunga del previsto, merito soprattutto, appunto, del coraggio del popolo ucraino. Probabilmente per questa ragione anche gli obiettivi dei russi sono parzialmente cambiati: il governo Zelensky non è franato repentinamente come certo auspicava Putin.
    Se ci si aspettava una “guerra lampo”, la situazione sembra ora propendere invece per una battaglia di medio-lungo termine. La Russia infatti deve condurre simultaneamente tre assedi a tre grandi città: Kiev, Kharkiv e Mariupol. Si tratta di un territorio che corrisponde a quattro volte l’area di Grozny in Cecenia, che l’esercito russo aveva impiegato 5/6 settimane per conquistare, dunque è inverosimile pensare che l’attuale invasione possa concludersi in un tempo troppo breve.
    Sul tavolo delle trattative, quindi, c’è probabilmente un margine un po’ maggiore su cui negoziare. Ieri l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, convocata in sessione d’emergenza a New York, ha votato un provvedimento indirizzato alla Russia che esige che il Cremlino metta fine ai bombardamenti e ritiri le proprie forze dall’Ucraina. Ci sono stati 141 Paesi a favore, tra cui la Serbia, mentre la Cina e altri 35 Paesi si sono astenuti.
    Intanto, sempre ieri, le delegazioni ucraina e russa si sono trovate nuovamente, nei pressi di Brest in Bielorussia, per un secondo round di colloqui. I punti fermi dei russi rimangono, come sempre, la neutralità dell’Ucraina e uno status “speciale” per le regioni del Donbass Donetsk e Lugansk. Durante i negoziati inoltre sarebbestato raggiunto un accordo sulla creazione di corridoi umanitari per l’invio di medicinali, cibo ed altre risorse per le zone colpite dal conflitto in Ucraina. Un altro spiraglio di apertura da parte dei Russi riguarda un possibile cessate il fuoco temporaneo, sempre per permettere l’invio di risorse per i cittadini e i centri ospedalieri ucraini.
    Per quanto stia iniziando ad arrivare qualche segnale parzialmente positivo sulla possibilità di raggiungere un accordo definitivo, i delegati ucraini al termine dei colloqui si sono dimostrati non molto soddisfatti dei risultati ottenuti. I Russi invece parlano di “sostanziali progressi” ottenuti in fase di negoziazione, mentre Putin rivolgendosi alla propria nazione ha detto che la Russia sta raggiungendo gli obiettivi (militari) previsti.
    Si è già parlato di un terzo round di colloqui, per il quale sembra che si sia già raggiunta un’intesa, questa volta però con l’introduzione di un intermediario tra le due parti: il nome più accreditato è quello di Angela Merkel.
    Speriamo che questi “round” di trattative portino risoluzioni efficaci e definitive, e soprattutto che facciano terminare le bombe.
    Pietro Broccanello

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