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martedì, 29 Settembre, 2020
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Dalla Triennale di Milano l’appello dei lavoratori dello spettacolo: Franceschini dove sei?

Dalla Triennale di Milano l’appello dei lavoratori dello spettacolo: Franceschini dove sei?

Dopo i quasi 4 mesi di stop il settore fatica a ripartire. Il sindaco Sala promette di farsi portavoce e ipotizza Milano come area “test” della ripresa. Intanto di pensa ad un Festival per creare opportunità di lavoro.

Non mollano i lavoratori del mondo dello spettacolo che, dopo quasi quattro mesi di fermo delle attività artistiche imposti dal lockdown, fanno i conti con una ripartenza soltanto sulla carta, ma nella realtà ancora molto lontana. Di qui l’idea di “Generiamo Cultura” un festival itinerante, autofinanziato, che si pone come obiettivo quello di creare opportunità occupazionali per tutti i lavoratori pesantemente colpiti dalla crisi economica generata dall’emergenza sanitaria.

Il progetto è stato presentato all’interno della suggestiva cornice della Triennale di Milano nell’ambito dell’assemblea pubblica organizzata dal Coordinamento Spettacolo Lombardia, davanti a oltre trecento persone tra attori, registi, maestranze e associazioni culturali che orbitano attorno al mondo dello spettacolo, tra loro anche i direttori di alcuni teatri milanesi da sempre impegnati nella promozione della cultura. L’idea di un festival diventa occasione ulteriore per focalizzare l’attenzione su quelli che sono i gravi problemi del settore dello spettacolo, che già dai prodromi dell’emergenza sanitaria – essendo stato, insieme alle scuole, il primo ad essere fermato – chiede a gran voce un momento di condivisione con le istituzioni per definire un piano di ripartenza fattibile, che tenga conto in modo particolare delle pesanti ripercussioni che la crisi ha generato sulle piccole e medie realtà teatrali che costituiscono lo zoccolo duro del panorama italiano. Bloccato dallo scorso 23 febbraio, il settore dello spettacolo – che cuba oltre un milione di lavoratori – ha avuto il via libera per la ripresa delle attività solo lo scorso 15 giugno, ma a condizioni talmente restrittive ed insostenibili da disincentivare molte realtà a ripartire. Senza contare gli ammortizzatori sociali che sono arrivati a spizzichi e bocconi per alcuni e, in molti casi, non pervenuti.

Il sindaco milanese Beppe Sala, presente nel giardino di Palazzo dell’Arte insieme all’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, ha promesso di farsi portavoce delle istanze dei lavoratori dello spettacolo richiamando alle sue responsabilità il grande assente della partita, il ministro Franceschini. Non prima però di aver programmato un’agenda dei temi da mettere sul tavolo: “È necessario lavorare sul breve – ha detto – e poi c’è una visione di lungo termine su cui alzare il profilo dell’ambizione”, partendo da Milano che potrebbe così candidarsi ad area “test” della ripresa. “I lavoratori chiedono di avere adesso un reddito di continuità e di poter discutere di come si tornerà alla normalità – ha aggiunto – questo è il tema fondamentale, perché si va verso una normalità che non sarà quella di prima, ma che dovrà essere tale da permettere loro di lavorare e ai cittadini di godere della loro arte”.

Intanto il prossimo 3 luglio una delegazione del Coordinamento Spettacolo Lombardia è attesa per un’audizione in commissione consiliare comunale congiunta Cultura e Lavoro per confrontarsi sulle richieste dei lavoratori dello spettacolo, un primo passo verso il confronto a livello regionale in commissione Cultura, per il quale si è impegnata la consigliera piddina Paola Bocci.

Micol Mulè

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