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    Un piccolo passo per superare un grande scalino: inizia la revisione della legge regionale sulle barriere architettoniche

    Dopo un anno di lavoro, la Regione fa un passo in avanti verso l’aggiornamento di una legge poco applicata sulle barriere architettoniche, grazie all’interessamento del consigliere Regionale Gabriele Barucco.

    Mentre infuria la polemica sulla gestione dell’emergenza covid-19, in Regione Lombardia si cerca di realizzare una riforma importante della legge che riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche. La legge del 20 febbraio 1989, n.6, ha compiuto 30 anni l’anno scorso ma di fatto è stata largamente inapplicata.

    Per questo motivo è stato aperto un tavolo di lavoro in Regione per apportare le modifiche necessarie per adeguare e implementare le disposizioni di questa legge. Un ordine del giorno del 18 maggio impegna la Giunta e il Consiglio ad attivarsi, entro il prossimo semestre, per un aggiornamento e un rifinanziamento della LR 6/1989.

    Il tema è delicato: ogni qualvolta una legge non trova reale applicazione, significa che qualcosa è andato storto. Quando poi succede su un argomento che riguarda quelle fasce della popolazione che hanno maggiormente bisogno dell’aiuto concreto delle istituzioni, come chi ha una mobilità ridotta perché si trova in carrozzina, allora è necessario porre rimedio il prima possibile.

    Un’indagine di ANCI del 2018 ha rilevato come gli obiettivi della norma, dopo 30 anni, non siano di fatto stati conseguiti. Tra i 1552 comuni lombardi, solo il 5% era in fase di predisposizione del PEBA (Piano abbattimento Barriere Architettoniche), il 38,2% prevedeva di dotarsi di un PEBA entro un anno, mentre il 61,8% è a conoscenza della legge regionale e indicava di volersi dotare di un PEBA in tempi diversi. Ma anche tra quel 5% che ha di fatto predisposto un progetto, solo il 25% ha realizzato tutti gli interventi necessari, il 65% invece li ha realizzati solo in parte mentre il 10% non ha ancora fatto nulla in merito.

    Uno dei problemi maggiori è il fatto che molti comuni non hanno un’idea precisa degli interventi necessari da fare perché spesso non c’è stata una mappatura della situazione. Motivo per cui, tra le modifiche suggerite, c’è l’istituzione di un registro telematico, proposta fortemente voluta dal consigliere Gabriele Barucco che da più di un anno ha lavorato al progetto. L’obiettivo è quello di trovare e identificare tutte quelle situazioni che richiedono un intervento per adattare la viabilità, l’accesso a edifici pubblici e tutte quelle barriere che costituiscono ancora un ostacolo alla mobilità.

    Simone Fausti

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