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    Sulle famiglie italiane pesa la preoccupazione per il futuro

    Sulle famiglie italiane pesa la preoccupazione per il futuro
    Cresce il numero delle famiglie italiane che si dichiarano preoccupate per le prospettive di ripresa economica del Paese, e in particolare sulla possibilità di riuscire a risparmiare. I timori maggiori riguardano la situazione dell’economia nazionale, i propri risparmi e gli investimenti. Ma a sorpresa, sembra preoccupare di più la possibilità di perdere la chance del Pnrr che non il posto di lavoro. La situazione lavorativa rimane abbastanza stabile mentre cala il tenore di vita medio.
    È questo il quadro generale che emerge dall’indagine “Il valore del risparmio nell’era dell’incertezza”, condotta da Acri-Ipsos in occasione della Giornata mondiale del risparmio celebrata lo scorso 31 ottobre a Roma alla presenza del presidente di Acri Francesco Profumo, del presidente di Abi Antonio Patuelli, del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, e di Giancarlo Giorgetti, per la prima volta nella veste di ministro dell’Economia.
    Sale al 76% la quota delle famiglie italiane che si dimostrano molto preoccupate per il futuro e per le prospettive di ripresa economica del Paese, o perlomeno ritengono necessario avere la massima cautela. Molte di esse affermano infatti che faranno molta fatica a risparmiare, e ovviamente ancor più difficile risulta la prospettiva sugli investimenti, mentre il livello dei consumi dimostra di mantenere una buona tenuta. Si tende insomma in generale a cercare di non modificare troppo i propri standard di vita, sacrificando i risparmi e i progetti per il futuro.
    Il fatto che sorprende maggiormente, inoltre, è che sulle preoccupazioni delle famiglie italiane pesi di più l’idea che possa essere persa l’occasione del Pnrr più che il posto di lavoro stesso. Più di 1 italiano su 4 infatti conosce bene il Piano di ripresa e resilienza e il ruolo importante che può avere in particolar modo per lo sviluppo green e per le infrastrutture. Sono in molti a ritenere che lo Stato e la PA saranno sempre più importanti per accelerare la ripresa del Paese, mentre aumenta al contempo la quota di coloro che sono preoccupati per il tenore di vita dopo il pensionamento.
    Come detto l’indagine dipinge anche un quadro della situazione generale che vede una crescente difficoltà economica per un numero sempre maggiore di famiglie, che va di pari passo con un’insoddisfazione sempre più marcata: solo il 6% delle famiglie infatti si ritiene convintamente soddisfatto della propria situazione economica, mentre il 17% (+6% rispetto al 2021) afferma di non esserlo affatto. L’insoddisfazione nasce naturalmente dall’aumento dell’inflazione e del costo della vita, dai rincari energetici degli ultimi mesi, ma anche e soprattutto dalle preoccupazioni per un futuro che non si prospetta particolarmente roseo.
    La situazione lavorativa è invece un fattore che sembra preoccupare più relativamente la gran parte delle famiglie, anche perché il numero di quelle colpite negativamente dal lavoro è rimasto pressochè invariato, ma è anche vero che il tenore di vita medio è peggiorato con un calo quasi del 20%. Quasi il 40% delle famiglie italiane ha subìto o subisce tuttora difficoltà economiche, mentre quelle che hanno vissuto un miglioramento rappresentano solo il 7% del totale (la metà rispetto ai dati 2021).
    Molti, nell’ultimo anno e soprattutto negli ultimi mesi, hanno adottato strategie per risparmiare e per contenere i consumi in modo da contrastare gli aumenti dei costi, ma è sempre più elevata la quota di chi non riesce a risparmiare o che deve addirittura mettere mano ai propri risparmi per arrivare a fine mese, mentre non è irrilevante anche il numero di coloro che sono costretti a indebitarsi. Il 35% delle famiglie pensa che non riuscirà a risparmiare almeno per i prossimi 12 mesi, e molto dipenderà dalle evoluzioni del contesto economico.
    Nonostante tutto ciò i consumi sembrano per ora avere una buona tenuta, e anche le spese “extra” come le cene fuori casa, spettacoli e divertimento hanno subìto un minor ridimensionamento rispetto al periodo Covid e post Covid. Segno, a quanto pare, che per ora le famiglie italiane (o almeno quelle che possono scegliere) preferiscono non abbassare troppo il proprio stile di vita abituale a discapito dei risparmi per il futuro. Ma l’inverno alle porte sarà un altro importante (e tendenzialmente ancor più duro) test per la stragrande maggioranza degli italiani.
    Pietro Broccanello

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