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venerdì, 4 Dicembre, 2020
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CORONAVIRUS, OPPORTUNITA’ CHE HA GENERATO UNO SGUARDO ANCORA PIU’ UMANO

Sin da quando si è iniziato a pronunciare la parola “Coronavirus” e per tutta la durata dell’emergenza epidemiologica ancora in corso, i Servizi Sociali del Comune di Opera non hanno mai smesso di garantire il loro supporto alla cittadinanza: anche in questi mesi in cui sono cresciuti in modo esponenziale i bisogni e le richieste da parte degli operesi in condizioni di fragilità nessun servizio è stato sospeso.

“L’Italia si è trovata ad affrontare un nemico sconosciuto e soprattutto molto pericoloso (il Coronavirus NdR) – spiega il Sindaco, Antonino Nucera – Le informazioni che arrivavano alle amministrazioni locali erano poche e spesso in contrasto tra loro. Eppure, senza perderci d’animo, e consapevoli dell’importanza del ruolo che il Comune avrebbe avuto in questa battaglia, ci siamo organizzati e siamo passati dalle parole ai fatti. Dopo le ordinanze contingibili e urgenti che decretavano, in poche parole, il lockdown cittadino e attivato i controlli del caso grazie all’ausili dei droni, ci siamo concentrati sull’assistenza alle persone. Ed è stato possibile realizzare servizi organizzati ed efficienti grazie al terzo settore, solo grazie ai volontari non abbiamo lasciato indietro nessuno. Ci siamo trovati a gestire nuove emergenze: la paura, la malattia e una nuova classe di persone disagiate, sia psicologicamente che economicamente, a causa del Coronavirus. Questo, oltre alla normale attività. Fortunatamente, anche se molto rigorosa, la politica attuata ha dato i risultati sperati: per usare il crudele ma veritiero linguaggio dei numeri, Opera è stata preservata rispetto alle realtà limitrofe, anche più piccole. I decessi registrati da inizio pandemia sono ‘solo’ 7, al massimo 30 le persone risultate positive a Covid-19. Questo grazie anche alla grande maggioranza dei miei concittadini che ha rispettato le indicazioni date”.

La vita vale più di qualsiasi tempesta, da soli nessuno si salva!”: è il leitmotiv che ha spinto il settore servizi alla persona a trovare strategie da mettere in campo, strumenti e soluzioni ad personam, al fine di sostenere e aiutare concretamente tutti. Ci siamo mossi da subito, consapevoli di occuparci non di assistenza, ma di cura alla persona; non lavoriamo per i numeri ma lavoriamo per le persone e questo è ciò che qualifica l’assistenza che siamo in grado di offrire – ha detto Patrizia La Torre, Assessore alle Politiche Sociali, famiglia, disabilità e servizi alla persona –. In questo particolare momento storico, che ha cambiato radicalmente la vita di ciascuno di noi, è stato necessario avere uno sguardo più attento e più umano verso le famiglie, i ragazzi e i bambini che ci sono affidati. A causa di questa pandemia, che ha messo in grave difficoltà molti cittadini, abbiamo accolto richieste di aiuto di ogni genere. Senza perdere tempo ci siamo messi all’opera per gli aiuti alimentari, i sussidi economici, e abbiamo attivato un servizio di spesa per anziani, per gli infermi e per le persone sole.

Un ruolo fondamentale, in questa situazione che non ha precedenti recenti, lo hanno avuto i volontari e le associazioni che, per sconfiggere il nemico invisibile, generosamente hanno messo a disposizione del prossimo il loro tempo e le loro forze facendo rete tra loro, hanno aiutato l’amministrazione a portare avanti progetti, interventi e aiuti. Una vera e propria pandemia della solidarietà ha varcato il confine del nostro Comune – continua Patrizia La Torre – grazie ai volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa di Opera, al Progetto Mirasole e ai volontari di Fondazione Progetto Arca, oltre a tanti altri interventi di Associazioni (tra cui la consulenza psicologica del “Progetto genitori alla lavagna”, divenuta servizio online, per fornire un ulteriore supporto alle famiglie). Questa emergenza è stata trasformata in un’esperienza di forte solidarietà sociale culturalmente consapevole. Si è attuato quel principio che si chiama sussidiarietà di cui andiamo particolarmente fieri. In un momento storico difficile e disaggregante, i bisogni sono aumentati e si sono amplificati. Molte sono le persone che si sono ritrovate ad affrontare nuove e diverse avversità: alcune hanno perso il lavoro o sono senza casa, altre non riescono più a pagare l’affitto o sono in cassa integrazione e hanno dato fondo ai risparmi accantonati. Altri ancora, invece, sono sull’orlo dell’esaurimento non solo per questioni economiche quanto per disagi psichici o legati alla salute. Il distanziamento sociale insieme all’incremento dei processi di informatizzazione si sono trasformati in ostacoli insormontabili per una fascia importante di popolazione. Un esempio su tutti gli anziani, poco avvezzi alle nuove tecnologie.

Da qui la necessità di essere ancora più attenti alle numerose richieste telefoniche che pervengono giornalmente e che vedono gli operatori comunali impegnati nel seguire gli utenti negli accessi ai servizi sociali online. Grazie alla sinergia creatasi tra tutto il personale coinvolto, sono state attivate strategie per aiutare e agevolare i cittadini più vulnerabili con una particolare attenzione al rispetto della dignità di ciascuna persona. Oggi, data l’eccezionalità della situazione di emergenza, è stato necessario rafforzare le misure attuate con nuove modalità di intervento capaci di dare risposte ai nuovi bisogni ed essere ancora “più vicini anche se lontani” alle famiglie operesi: una cura alla persona e alle famiglie che di questo Paese sono l’anima e il cuore! Da questa catastrofe, che siamo certi finirà, il positivo è un’inaspettata opportunità che mi rende ancor più consapevole della responsabilità che, con la delega di Assessore alle Politiche Sociali, alla famiglia e alla disabilità affidatami dal Sindaco, vivo oggi con ancora più coraggio, e desiderio di costruire un mondo migliore per i nostri figli, speranza e futuro del nostro Paese.

Seppur scossa da questa pandemia, non si placa la voglia di esserci, di stare nelle cose, di rendermi utile, anche di sorridere, desiderare di lavorare per costruire il famoso “bene comune”. Certo, anche la politica non sarà più la stessa: nelle scelte per costruire opere buone occorre mettere al centro la persona ed essere di esempio per i nostri figli, per i bambini e i ragazzi che ci interpellano, domandandoci di poter star accanto ad adulti responsabili, capaci di condividere progetti e di dar più gusto e senso alla vita. E’ un lavoro a cui non possiamo sottrarci e per questo ci sarà molto da lavorare affinché ciò che sembra impossibile diventi possibile – conclude l’assessore Patrizia La Torre – Di questo sconosciuto Covid-19, nemico senza volto, non ne avevamo bisogno, ma resta il fatto che è davvero un’opportunità che ci ha fa riscoprire l’essenziale e ciò che vale davvero: sentirsi voluti bene, essere felici.”

Patrizia La Torre

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