Tra le novità introdotte dal decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei ministri il 28 aprile spicca il nuovo bonus stabilizzazione 2026, misura pensata per incentivare la trasformazione dei contratti a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato.
L’agevolazione consiste in un esonero contributivo del 100% a favore dei datori di lavoro privati, fino a un massimo di 500 euro mensili per ciascun lavoratore e per una durata di 24 mesi. Restano esclusi i premi e i contributi Inail.
Il bonus riguarda le trasformazioni effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026 di contratti a termine stipulati entro il 30 aprile 2026 e di durata non superiore a 12 mesi. Per accedere all’incentivo il lavoratore deve avere meno di 35 anni e non deve aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato.
Tra le condizioni previste figura anche l’obbligo di garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Inoltre, non devono esserci interruzioni tra il contratto a termine e la successiva stabilizzazione.
Il beneficio non potrà essere richiesto dalle aziende che nei sei mesi precedenti abbiano effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva. L’incentivo potrà inoltre essere revocato se, nei sei mesi successivi alla trasformazione, l’impresa procederà a nuovi licenziamenti riguardanti il lavoratore agevolato o dipendenti con la stessa qualifica.
Sono esclusi dall’agevolazione i contratti di apprendistato, i rapporti di lavoro domestico e quelli di livello dirigenziale. Prima dell’entrata in vigore definitiva sarà comunque necessario il via libera della Commissione europea.
Bonus stabilizzazione 2026, nuovi incentivi per trasformare i contratti a termine






