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    Home Lombardia Lodi Mercato immobiliare: compravendite in calo, volano le locazioni

    Mercato immobiliare: compravendite in calo, volano le locazioni

    È quanto emerge dal sondaggio di FIMAA Milano Lodi Monza Brianza che ha coinvolto oltre 100 intermediari interpellati sull’andamento del primo trimestre 2024 e previsioni per l’anno in corso.

    Nel primo trimestre del 2024 diminuiscono le compravendite nel mercato immobiliare: lo rileva il sentiment di FIMAA Milano Lodi Monza Brianza con i dati emersi dal sondaggio che l’Associazione degli agenti immobiliari e merceologici (aderente a Confcommercio MiLoMB) ha realizzato con le risposte di oltre 100 intermediari immobiliari: il 76% da Milano e area metropolitana, il 16% da Monza Brianza, l’8% da Lodi e Lodigiano. I dati del sentiment FIMAA MiLoMB sono stati elaborati dall’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza.

    La diminuzione del numero delle compravendite si distribuisce in tutte le tipologie di immobili considerati, ovvero abitazioni, uffici, negozi e capannoni. La diminuzione maggiore del numero di compravendite si registra a Monza città (per il 67% degli operatori immobiliari) e a Milano ed area metropolitana (per il 65%). Più marcato il calo di compravendite per uffici (66%) e negozi (51%).

    L’aumento della domanda di acquisto emerge solo per le abitazioni: lo segnala il 44% degli operatori. In particolare, a Lodi e a Monza Brianza. Tra le tipologie più richieste sul mercato di Milano, Monza Brianza e Lodi emergono il trilocale (indicato dal 55% degli operatori immobiliari) e il bilocale (34%). Fa eccezione Lodi città dove prevale ampiamente la richiesta di quadrilocali (75%) mentre a Milano e nell’area metropolitana è più equilibrata la richiesta di trilocali e bilocali (48% trilocale e 46% bilocale a Milano città e 48% sia per trilocale sia per bilocale nell’area metropolitana milanese). Plebiscitarie (100%) le richieste dei trilocali in provincia di Monza Brianza e Lodi. La finalità dell’acquisto prevalente è l’uso diretto personale (75%), il 25% come investimento, che diventa più rilevante a Milano città (34%).

    Nelle abitazioni diminuisce l’offerta sul mercato (rilevata dal 38% degli operatori immobiliari), anche se si rileva un aumento importante di immobili invenduti. Monza Brianza (69%), Milano città (68%) ed area metropolitana (63%) sono le zone dove è stazionaria l’offerta in vendita per uffici, negozi e capannoni.

    Sul fronte dei prezzi l’analisi evidenzia una certa stabilità: lo rileva il 48% degli operatori per le abitazioni, il 49% per gli uffici e capannoni, il 35% per i negozi (a Monza città, per i negozi, il 100% segnala la diminuzione dei prezzi). Nelle abitazioni i prezzi sono in crescita per il 34% degli operatori immobiliari. Nelle abitazioni lo sconto medio applicato è fra il 5 e il 10% così come per uffici e capannoni. Più alto lo sconto medio applicato per i negozi: tra il 10 e il 15%.

    Il mutuo è la modalità più frequente di finanziamento per l’acquisto dell’immobile (45%), seguito dalla vendita di una vecchia casa (36%) e dai risparmi (19%). Si riscontra un aumento del numero di appuntamenti necessari agli intermediari immobiliari per poter vendere: nelle abitazioni lo rileva il 53% degli operatori, per uffici e negozi il 42 e 40%, il 29% per i capannoni.

    Per il 2024 nel suo complesso la previsione per l’abitativo è di un dato stazionario. Anche se i tassi d’interesse sono in discesa, l’accesso al credito resta una delle motivazioni principali che condiziona il mercato degli immobili residenziali. Per uffici, negozi e capannoni è invece prevista una diminuzione (soprattutto a Monza città e Milano città). Per abitazioni e capannoni prevista la stabilità nei prezzi nel 2024 – così come negli sconti medi applicati – tra stabilità e diminuzione i prezzi dei negozi (in diminuzione in particolare a Monza e in provincia di Lodi); prezzi in calo per gli uffici.

    Aumenta la domanda di affitti per le abitazioni, segnalata dal 73% degli operatori immobiliari, in particolare a Monza città e a Lodi e provincia. Non accade lo stesso per uffici, negozi e capannoni dove prevale la stazionarietà, anche se a Milano città la domanda d’affitto non abitativo è indicata in crescita dal 41% degli operatori. Per contro diminuisce l’offerta di immobili destinati a locazione abitativa (lo rileva il 45% degli operatori) mentre resta stazionaria l’offerta per uffici, negozi e capannoni soprattutto a Milano città e in provincia di Monza Brianza (64%). I canoni di locazione per le abitazioni sono in aumento (tendenza rilevata dal 70% degli operatori che diventa 100% a Monza città, Lodi città e provincia di Lodi e 85% in provincia di Monza Brianza). Tra le tipologie maggiormente richieste degli immobili in affitto risultano quadrilocale (100%) e il trilocale (97%) per l’uso diretto personale, mentre monolocale (80%) e bilocale (59%) per investimento da mettere a reddito.

    Per il 52% degli operatori vi sarà un incremento del numero di affitti per abitazioni, per il resto previsioni di stazionarietà. Per le abitazioni i valori dei canoni d’affitto cresceranno nel 2024 (secondo il 53% degli operatori), stabili invece per gli uffici in particolare, ma anche per negozi e capannoni.

    “Preoccupa a Milano la situazione di stallo che si sta delineando sul prodotto di nuova costruzione, dovuto principalmente al blocco di molte nuove iniziative che non prendono il via per le note vicende giudiziarie, tuttora in corso – commenta Vincenzo Albanese, presidente di FIMAA MiLoMB -. Le ripercussioni saranno importanti su tutta la filiera e di conseguenza sull’intero indotto, con un possibile accentuarsi della vicenda nei prossimi mesi”. E sul mercato dell’usato aggiunge: “La provincia si conferma più abbordabile economicamente, meta di molti in cerca di maggiore spazio e qualità della vita, evidenziando, però, che non sempre il prodotto di qualità è in linea con la domanda. Si tratta di un mercato, per molti versi, di attesa, anche per capire se finalmente la corsa dei tassi dei mutui si fermi e possa registrarsi un calo, come previsto già dal prossimo mese di giugno, condizione imprescindibile per ridare vivacità e tonicità al mercato dell’acquisto”.

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