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    Euro 7, Salini: “Grazie al PPE smantellata la proposta ideologica della Commissione”

    Euro 7, Salini: “Grazie al PPE smantellata la proposta ideologica della Commissione”
    Con 52 voti a favore, 32 contrari e un’astensione gli eurodeputati hanno approvato una posizione che si colloca in un punto di equilibrio tra gli obiettivi ambientali e gli interessi vitali delle imprese della filiera, superando gli aspetti più ideologici della proposta iniziale della Commissione europea.
    “Un passo nella giusta direzione, fatto grazie alla concretezza del Partito Popolare Europeo, che si conferma il fulcro di un approccio realistico alla transizione ecologica, capace di tutelare le nostre imprese e migliaia di posti di lavoro”. Commenta così l’eurodeputato di Forza Italia-Gruppo PPE Massimiliano Salini, all’indomani del voto che ha stabilito la posizione della Commissione Ambiente (ENVI) sulla revisione delle norme UE per l’omologazione e la vigilanza del mercato dei veicoli a motore (Euro 7) in vista della plenaria di novembre.
    Con 52 voti a favore, 32 contrari e un’astensione gli eurodeputati hanno approvato una posizione che si colloca in un punto di equilibrio tra gli obiettivi ambientali e gli interessi vitali delle imprese della filiera, superando gli aspetti più ideologici della proposta iniziale della Commissione europea: “L’obiettivo – spiega Massimiliano Salini – è migliorare ulteriormente, con il prossimo voto in plenaria, il testo approvato che accoglie molte delle nostre priorità, sulle quali eravamo già riusciti a ottenere il via libera in Commissione Industria (ITRE) nell’opinion Euro 7 di cui sono relatore”.
    Nello specifico, fatti salvi i livelli proposti dalla Commissione per le emissioni inquinanti (come ossidi di azoto, particolato, monossido di carbonio e ammoniaca) per le autovetture, gli eurodeputati propongono un’ulteriore ripartizione delle emissioni in tre categorie per i veicoli commerciali leggeri in base al loro peso. Il testo adottato propone inoltre limiti più severi per le emissioni di gas di scarico degli autobus e dei veicoli pesanti, compresi i livelli fissati per le emissioni reali di guida. Le norme sulle emissioni attualmente in vigore (Euro 6/VI) si applicherebbero fino al 1° luglio 2030 per auto e furgoni e fino al 1° luglio 2031 per autobus e camion, facendo così slittare sensibilmente i tempi inizialmente fissati dalla Commissione, rispettivamente al 2025 e 2027.
    L’orientamento è di allineare le metodologie di calcolo dell’UE e i limiti per le emissioni di particelle dei freni e il tasso di abrasione degli pneumatici con gli standard internazionali attualmente in fase di sviluppo in sede ONU. Regole che si applicherebbero a tutti i veicoli, compresi quelli elettrici. Il testo prevede poi requisiti di prestazione minima più elevati per la durata delle batterie di auto e furgoni rispetto a quelli proposti dalla Commissione. Tra le altre misure proposte, rientrano un passaporto ambientale aggiornato del veicolo (EVP) contenente informazioni quali consumo di carburante, stato della batteria, limiti di emissioni, risultati delle ispezioni tecniche periodiche; requisiti di durata più severi per veicoli, motori e sistemi di controllo dell’inquinamento; l’obbligo di installare sistemi di bordo per il monitoraggio di diversi parametri quali le emissioni di gas di scarico in eccesso, il consumo reale di carburante ed energia e lo stato di salute delle batterie di trazione e l’introduzione di norme specifiche per i produttori di piccoli e piccolissimi volumi.
    Un testo che, così approvato in ENVI, prevede condizioni di test e limiti di emissioni più realistici rispetto a quanto previsto in origine dalla Commissione: “In particolare, è positivo il rinvio dell’entrata in vigore del nuovo regolamento Euro 7, rinvio di almeno due anni per le auto e almeno quattro per i veicoli pesanti, una timeline che partirebbe dalla pubblicazione, non solo del regolamento, ma anche di tutti gli atti delegati della normativa – sottolinea Salini -. Sugli pneumatici, altro punto rilevante è la sincronizzazione dei nuovi standard ai limiti, ai metodi di prova e alle tempistiche che verranno definiti in sede ONU”. Ma la battaglia non si esaurisce qui e prosegue in vista della plenaria di novembre: “Tra gli emendamenti proporremo anche una definizione di “Carburanti CO2 neutri” che includa i biofuel sostenuti dall’Italia accanto agli e-fuel della Germania, sul modello del testo approvato a luglio in Commissione ITRE – annuncia Salini -: contro la transizione forzata all’auto elettrica, la nuova definizione muove dal principio di neutralità tecnologica e consentirebbe l’immatricolazione di veicoli con motori a scoppio di ultima generazione anche dopo il 2035”.
    Aldilà degli aspetti tecnici, il risultato ottenuto in Commissione ENVI evidenzia anche un importante dato politico che assume ancora più rilevanza in vista delle prossime elezioni europee. “Per l’ennesima volta – conclude Salini – il Gruppo PPE ha coagulato attorno a sé una maggioranza in grado di marginalizzare gli estremisti green e smantellare i passaggi più ideologici della proposta iniziale della Commissione europea, irricevibile in quanto avrebbe imposto alle case produttrici target insostenibili, a fronte di benefici ambientali irrilevanti”.
    Micol Mulè

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