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    Milleproroghe: modifiche sul capitolo lavoro

    Milleproroghe: modifiche sul capitolo lavoro
    Prosegue la discussione generale sul Dl milleproroghe nell’Aula del Senato, dove il pacchetto complessivo di circa 200 emendamenti dovrebbe essere ridotto di una cinquantina di proposte tra quelle proposte del gruppo Iv/Azione. Dal governo arriva solo l’emendamento soppressivo della norma che allunga da 3 a 5 anni i contratti per la cessione dei diritti televisivi del calcio, mentre sono confermate le novità sullo smart working. Rimane in sospeso la questione balneari.
    In Senato sul tavolo circa 100 emendamenti da votare nell’ambito del Dl Milleproroghe proposto dal governo. Il pacchetto iniziale di 200 emendamenti dovrebbe essere snellito con il ritiro di una cinquantina di proposte da parte del gruppo che ha presentato il maggior numero di emendamenti, ovvero Iv/Azione. Dopo la votazione il Dl deve passare all’esame della Camera, rispetto a cui il governo ha annunciato di voler porre la questione della fiducia sul Milleproroghe. Dalla Conferenza dei capigruppo di Montecitorio emerge che la fiducia dovrebbe esser posta martedì 21 febbraio, con la discussione generale sul testo che avrà inizio dopo il voto finale sul dl Carburanti, per poi essere votata mercoledì 22. Il voto finale si terrebbe giovedì 23, tenuto conto che il testo scade il 27 febbraio.
    Dal governo è arrivato solo l’emendamento soppressivo della norma che allungava da 3 a 5 anni i contratti per la cessione dei diritti televisivi del calcio. La norma, entrata nel provvedimento attraverso un emendamento a prima firma Claudio Lotito riguardava, tra l’altro, Dazn e Sky, ed è stata scartata anche dopo i rilievi giunti informalmente dal Quirinale.
    Tra le principali modifiche al decreto approvate dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio, soprattutto il capitolo lavoro presenta alcune novità di rilievo. Quella più recente è la riapertura dei termini per consentire alle imprese di accedere al Fondo nuovo competenze per formare i propri dipendenti. In base a quanto stabilito dal ministero del Lavoro, con un emendamento che modifica il decreto Rilancio, i contratti collettivi sottoscritti a livello aziendale o territoriale potranno prevedere anche per quest’anno accordi di rimodulazione di parte dell’orario di lavoro, per consentire al personale la frequenza di percorsi di sviluppo delle competenze, in relazione a mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa.  La spesa per le ore di formazione, contributi previdenziali e assistenziali inclusi, sarà pertanto a carico del Fondo, nel limite di 230 milioni.
    Viene poi concessa la possibilità di mantenere i lavoratori con contratti di somministrazione fino al 2025, anche oltre i 24 mesi previsti. Infine c’è la norma sullo smart working, probabilmente la più discussa dal momento che (per come è uscita e si presenterà al voto dell’Aula di palazzo Madama) sembra creare un’evidente disparità di trattamento tra dipendenti pubblici e privati. Per questi ultimi infatti il lavoro da remoto potrà essere riconosciuto dal 28 febbraio prossimo (data di entrata in vigore della legge di conversione del Milleproroghe) fino al prossimo 30 giugno sia ai lavoratori fragili sia a quelli con figli fino a 14 anni. Viceversa per i dipendenti pubblici lo smart working sarà riservato soltanto ai dipendenti in chiara situazione fragilità.
    Si è raggiunta infine anche una “soluzione” alla questione delle concessioni ai balneari, con un combinato disposto di tre emendamenti al decreto Milleproroghe, che prevede un’ulteriore proroga di un anno alle attuali concessioni, dunque fino al 31 dicembre 2024. La data può slittare fino al 31 dicembre 2025 per i Comuni alle prese con un contenzioso in essere o con “difficoltà oggettive legate all’espletamento della procedura stessa”. Allo stesso tempo è stato prorogato di cinque mesi (da fine febbraio a fine luglio) il termine per l’adozione del “sistema informativo di rilevazione delle concessioni di beni pubblici” (non solo le spiagge), vale a dire lo step necessario per una mappatura aggiornata, mentre fino al Dl che fisserà i principi delle nuove gare, i Comuni non potranno comunque procedere all’emanazione dei bandi di assegnazione. Nel complesso, dunque, il pacchetto del Milleproroghe sembra un significativo indietreggiamento rispetto all’impianto della legge per la concorrenza, e la procedura di infrazione appare destinata a marciare. Oltre a questo, le opposizioni hanno evidenziato che la Ragioneria sta ponendo questioni sui balneari.
    Tra i numerosi altri emendamenti del documento anche i contratti di somministrazione, lo sconto in fattura, le cessioni dei bonus, insieme ai provvedimenti sulla sanità, sulla pace fiscale e sugli enti locali, in attesa del vaglio della Camera.
    Pietro Broccanello

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