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    PAOLO CERRA, IL METAVERSO FUTURO GIÀ PRESENTE

    PAOLO CERRA, IL METAVERSO FUTURO GIÀ PRESENTE
    Spesso non siamo preparati al cambiamento, soprattutto quando questo riguarda la tecnologia. È successo con il telefono, con l’automobile, con il primo computer, con internet, con gli smartphone. E oggi lo stiamo ancor più vedendo con il metaverso, un nuovo mondo ancora troppo sconosciuto ma già pronto per rivoluzionare il modo di interagire. Ne parliamo con Paolo Cerra, che da alcuni anni si cimenta nella creazione di metaversi.
    Paolo, innanzitutto ci racconti un po’ di lei.
    Ho 44 anni e metà della mia vita l’ho passata a vendere soluzioni per le aziende, sia per quanto riguarda le utility ad hoc, che per quanto riguarda il settore delle risorse umane. Recentemente, negl‘ultimi 2 anni, oltre a gestire SkillsJobs, che è il nostro portale per la ricerca di lavoro, mi sono avvicinato a questa nuova dimensione della comunicazione, divertendomi a creare nuovi metaversi o applicazioni con avatar personalizzati e potenziati con l’intelligenza artificiale. Si possono così suggerire e trovare soluzioni innovative, anche per le aziende. È in sostanza quella che può essere considerata la cosiddetta transizione digitale. La parte più interessante è cercare di capire come può essere utile questa tecnologia, e se può essere un’evoluzione all’interno del comparto aziende creando processi end-to-end che possano portare ad un vantaggio competitivo per il futuro.
    Come si può impiegare nel concreto?
    Facciamo una premessa: che cos’è il metaverso? È fondamentale perché se ne legge da tutte le parti, con definizioni spesso azzardate scritte da grandi “guru”, ma oggettivamente possiamo dire che ognuno porta con sé un po’ di verità senza arrivare ad una definizione reale di metaverso. In fin dei conti il metaverso è innanzitutto un’evoluzione di internet, deve essere interconnesso e decentralizzato con la possibilità di creare una relazione stabile utilizzando avatar con una identità digitale capace di scambiare denaro, lavorare e gestire contratti ecc.
    Perché pensa che oggi sia il momento giusto per l’affermazione di questa nuova tecnologia?
    Oggi noi abbiamo il “web 1.0” e sicuramente per metaverso possiamo intendere un’evoluzione non tanto della tecnologia in sé (che evolve, certamente) ma del mercato, che richiede un’interazione diversa con chi vende. Il pubblico è cambiato rispetto a quello degli anni ’80 e ’90: le generazioni si sono evolute, utilizzano nuovi sistemi, nuovi strumenti ed una connettività che vent’anni fa non esisteva. Motivo per il quale Second Life, per esempio, che è stato il primo metaverso reale, non ha funzionato perché era in anticipo di vent’anni sulle tecnologie: aveva bisogno di una banda come quella che abbiamo adesso, di device e di computer come quelli che abbiamo adesso. Insomma, ora è il momento. Abbiamo tutto ciò che serve.
    Facciamo un altro esempio. I videogiochi che utilizzano il volante e la pedaliera per le corse in auto offrono un’esperienza maggiore e più immersiva . Il metaversoutilizza il visore per l’interazione. È la stessa identica cosainoltre possiamo dire che come negli anni 90 se non avevi un sito non ti conosceva nessuno, oggi se non sarai presente nel metaverso farai la stessa fine.
    Tutto a portata di utente quindi.
    È basato su dei protocolli che vengono condivisi dalle varie tecnologie. Deve essere inter-operabile, quindi l’utente deve ad esempio poter operare su tutti gli spazi virtuali attraverso il proprio account con il proprio avatar. Con il mio avatar sarei ad esempio potuto entrare nel metaversodell’informatore per fare questa intervista oppure entrare in un negozio e comprare le mie nuove scarpe o fare una visita virtuale dell’hotel scelto per le vacanze estive e vedere le camere.
    E come sarà possibile andare oltre, per poterlo impiegare nel mondo commerciale?
    Un’altra tecnologia fondamentale alla base del metaverso è l’utilizzo della blockchain. La blockchain, che non solo criptovaluta, serve anche per formulare contratti, per esempio, e per la notarizzazione di atti pubblici e non attraverso degli smart contract. Sarà indispensabile nel futuro anche per avvocati, notai e assicurazioni, al fine di certificare la provenienza del contraente, per tutto ciò che deve essere immodificabile per essere prova certa, prova provata. Quindi all’interno del metaverso si possono concludere anche accordi commerciali che avranno effetto nel mondo reale.
    Un altro esempio di identità digitale è rappresentato dalla SPID, che per assurdo potrebbe essere il metaverso per come la vedo io: è l’anello di congiunzione tra il mondo virtuale, il web come lo conosciamo ed il mondo reale, bisogna solo imparare un nuovo modo di comunicare, ed è questo il divertimento.
    Grazie
    Andrea Valsecchi

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