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    Maturità 2022: Verga e l’iperconnessione vanno per la maggiore

    Maturità 2022: Verga e l’iperconnessione vanno per la maggiore
    Nei licei italiani si sta svolgendo l’esame di maturità, giunta ormai alla fase orale conclusiva. Come molto spesso accade, e a maggior ragione dopo i mutamenti provocati dagli avvenimenti di questi anni, gli argomenti che escono e le scelte degli studenti sono un’ottima cartina da tornasole per avere uno spaccato dei temi che stanno maggiormente a cuore alle generazioni di giovani che si affacciano sul mondo dell’università o del lavoro.
    Tra le varie prove che i ragazzi devono sostenere una delle più significative è, naturalmente,  la prima prova scritta cioè il tema – in assoluto quella in cui è richiesta e concessa ai ragazzi la maggior libertà argomentativa e di pensiero.
    Se già solitamente le tracce ministeriali alternano, in genere, argomenti cardine della storia della letteratura e analisi del testo con temi legati all’attualità, quest’anno – dopo due anni di Dad e modalità d’esame che erano temporaneamente cambiate, fino ad abolire le prove scritte – le tracce proposte e la scelta degli studenti rispetto a quale svolgere hanno fornito un interessante quadro sulle tematiche che vanno per la maggiore tra i giovani.
    In particolare spicca il fatto, da un lato, che una tra le tracce proposte fosse incentrata sul tema di internet e dell’iperconnessione contemporanea, ma ancor più, dall’altro, che questa sia stata in assoluto la traccia più scelta dalle studentesse e dagli studenti dell’ultimo anno (21,2%, cioè più di 1 su 5).
    La traccia in questione proponeva una riflessione a partire da un brano tratto dal libro “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello”, un testo di Bruno Mastroianni e Vera Gheno che ha goduto di una certa diffusione grazie alla sua accessibilità e, per l’appunto, al fatto che parla di un tema particolarmente vivo (e problematico) nella società odierna, da quando internet e i social hanno conosciuto una diffusione senza precedenti.
    E se la rivoluzione digitale ha interessato praticamente tutte le fasce d’età, i soggetti in assoluto più coinvolti direttamente sono chiaramente i più giovani, GenZ e Millennials, la cui vita è stata radicalmente inglobata dai social. Non stupisce dunque che 1 ragazzo su 5, e soprattutto della generazione Covid e Dad, abbia prediletto la trattazione di queste tematiche per problematizzare i pro e i contro del digitale nelle loro vite. Ciò che sorprende di più è che, a quanto risulta da uno studio a campione, la maggioranza di essi abbia svolto un’analisi critica contro l’onnipervasività di internet, dimostrando la sensibilità dei giovani per questi temi.
    Si sono stupiti abbastanza invece gli autori del libro, che non si sarebbero mai aspettati di finire in una traccia d’esame. “Significa che qualcosa sta cambiando nella scuola, sempre più vicina alla svolta. Si sta finalmente capendo che il digitale è importante”, ha commentato Mastroianni.
    Le nuove generazioni hanno dimostrato una buona sensibilità anche rispetto al tema della memoria storica, come dimostra il fatto che il 18% dei candidati ha scelto una traccia che prendeva le mosse dal libro “La sola colpa di essere nati” di Gherardo Colombo e Liliana Segre. Una tematica, quella sulle leggi razziali, rispetto a cui i ragazzi si sentivano pronti ad argomentare anche in virtù delle ore di educazione civica svolte durante l’anno.
    Al terzo posto delle tracce più gettonate l’analisi del testo tratto da “Nedda. Bozzetto siciliano” di Giovanni Verga, uno degli autori più attesi tra i grandi della letteratura italiana che ha ugualmente riscosso un grande interesse, non così scontato tra le giovani generazioni.
    A seguire il resto degli studenti si è cimentato con il tema della musica, a partire da “Musicofilia” di Oliver Sacks, con un brano del libro “Perchè una Costituzione della terra?” di Luigi Ferrajoli, con un tema argomentativo che faceva riferimento al discorso pronunciato dal premio Nobel Giorgio Parisi alla Camera, e infine con l’analisi della poesia “La via ferrata” di Giovanni Pascoli.
    Anche negli istituti tecnici e in quelli professionali le tracce più scelte sono state le stesse predilette a livello nazionale, mentre nei licei il tema più quotato in assoluto è stato quello su Verga.
    Segnali positivi per la scuola e per la cultura italiane, a discapito di molte discussioni che spesso rappresentano i giovani come molto più distanti e insensibili rispetto a tali tematiche.
    Pietro Broccanello

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