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Guerra in Ucraina: l’Italia e l’ipotesi dell’invio di nuove armi pesanti

Guerra in Ucraina: l’Italia e l’ipotesi dell’invio di nuove armi pesanti
In occasione del vertice NATO di questi giorni, tenutosi a Madrid, il premier olandese Mark Rutte ha sottolineato la necessità di continuare “a fornire armi pesanti all’Ucraina”. Diversi Paesi dell’Alleanza Atlantica stanno sostenendo lo sforzo bellico di Kiev tramite la fornitura di diversi armamenti, compresa l’Italia la quale, secondo Politico, starebbe valutando l’invio di armi pesanti “simili” agli obici che Berlino e Amsterdam stanno già mandando in Ucraina.
Rutte ha dichiarato che Germania e Olanda hanno già annunciato una fornitura di Panzerhaubitze 2000 alle truppe ucraine e l’Italia potrebbe seguire l’esempio dei due partner. I nostri militari, infatti, hanno in dotazione i PzH200: si tratta di obici semoventi da 155/52 mm dotati di un “sofisticato sistema di controllo del fuoco con un computer balistico basato sul sistema di navigazione inerziale e sul GPS”, come si legge sul sito dell’Esercito Italiano. Un’arma potente con un meccanismo di caricamento automatico.
L’autore del pezzo di Politico, Hans Von Der Burchard, afferma che un portavoce del Ministero della Difesa italiano ha rifiutato di commentare dal momento che la lista di armamenti italiani inviati in Ucraina è “classificata”. In questi mesi Draghi ha più volte esplicitato che il sostegno dell’Italia alla resistenza ucraina non passa solo dall’accoglienza dei rifugiati ma riguarda anche le armi, necessarie per evitare la capitolazione di Kiev. Tuttavia, il premier è da settimane sotto attacco anche da parte di alcuni esponenti della sua maggioranza, che professano un approccio ‘pacifista’ al conflitto in atto.
Eppure, su questo dibattito l’ex presidente Bce ha già messo la parola ‘fine’ settimana scorsa quando, replicando ad alcuni parlamentari durante un intervento alla Camera, ha detto: “C’è una fondamentale differenza tra due punti di vista. Uno, che è sostanzialmente il mio: l’Ucraina si deve difendere: le sanzioni, l’invio di armi, servono a questo”. Poi c’è chi ritiene già per scontato il destino del popolo ucraino. Per Draghi, “l’altro punto di vista è diverso: l’Ucraina non si deve difendere, non dobbiamo fare le sanzioni, non dobbiamo inviare le armi. La Russia è troppo forte, perché combatterla? Lasciamo che entri, lasciamo che l’Ucraina si sottometta”.
Redazione

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