sabato, Maggio 18, 2024
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    Cascina Biblioteca, un luogo dove lo spazio per il valore non manca

    Cascina Biblioteca, un luogo dove lo spazio per il valore non manca
    Faccio una premessa. Breve e necessaria. Organizzare eventi significa anche avere spazi sensazionali dove organizzarli. Organizzare eventi significa accogliere le persone in location che si facciano respirare. O che facciano respirare abbastanza fascino da conservarne un po’ per quando torni a casa la sera. Location con una storia. E quanto più avvincente e profonda è la storia quanto più sarà efficace l’impatto dell’evento che ci andrai ad organizzare. Tutto ciò per dire che, un paio di settimane fa, invitato da una società partner, arrivo in questo luogo curioso e naturale chiamato Cascina Biblioteca. Ammetto: non lo conoscevo. Non ci ero mai stato prima. E allora guardo, osservo attentamente. Vedo l’edificio, i cavalli, i campi, una carrozza di un treno blu che sembra parcheggiata da Rodari dopo l’ennesima favola al telefono. Per non dimenticare quel piccolo market di frutta e verdura che poi non è altro che una baita affascinante con prodotti genuini quanto la ragazza che mi sorride per entrare. Insomma, un luogo che aveva catturato il mio interesse e che oggi cerco di raccontarvi per tramite delle parole di Elena Romano.
    Ciao Elena. E grazie di aver accettato di dedicarmi del tempo. 
    Parto forse dalla domanda sbagliata, ma vorrei sentire nuovamente questa risposta. Del resto quando sono arrivato a Cascina Biblioteca ho ascoltato attentamente le parole della tua collega Agnese (bravissima). Mi ha raccontato tutto. Tutto tranne una cosa. E in modo forse impertinente ho fatto una domanda: la biblioteca dov’è? 🙂
    Rispondo con piacere a questa domanda, che si pongono più o meno tutti quelli che interagiscono con Cascina Biblioteca, lo feci anche io.
    Per rispondere con precisione dobbiamo partire da molto lontano. Da alcuni documenti storici, si evince che la fondazione di Cascina Biblioteca sia avvenuta attorno al 1200, probabilmente ad opera dei frati Umiliati, un ordine monastico specializzato nella produzione della lana che si distinse, insieme a quello dei Cistercensi, nei lavori di bonifica e nella colonizzazione dei terreni intorno a Milano. Alla fine del ‘200 esisteva già una “Grangia di S. Gregorio”, ovvero una comunità agricola costituita da varie cascine e mulini, gran parte dei quali ancora esistenti. Questi possedimenti rimasero uniti nel corso dei secoli fino a che, per varie vie, entrarono a far parte del patrimonio fondiario dell’Ospedale Maggiore di Milano, vastissimo grazie alle donazioni.
    All’inizio del 1600 Federico Borromeo, da poco nominato vescovo di Milano, vide la cascina, se ne innamorò e decise di comprarla ad un prezzo più alto del suo effettivo valore. Il Cardinale arrivò a scrivere un libro per decantare le virtù della vita contemplativa nella sua “Villa Gregoriana”. Nel testamento lasciò il possedimento in eredità alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, da lui stesso fondata, con l’impegno che i proventi della conduzione delle terre servissero a pagare due messe quotidiane alla sua memoria e la dote nuziale per 18 ragazze povere all’anno. Con questo nuovo proprietario, da cui prese il nome che conserva tuttora, Cascina Biblioteca rimase per più di 300 anni e le auguriamo lunga vita.
    Cos’è Cascina Biblioteca? Perché esiste un luogo con questo valore?
    Cascina Biblioteca è il luogo appena descritto, in cui operano alcune realtà del terzo settore come Cascina Biblioteca cooperativa, Anffas Milano e Consorzio Sir.
    Cascina Biblioteca è anche il nome della nostra cooperativa, che si occupa da più di 25 anni di rispondere ai bisogni di persone fragili e con disabilità attraverso la gestione di attività diverse come centri diurni, abitazioni protette, agricoltura sociale, produzione e vendita di prodotti alimentari, attività inclusive per bambini, un maneggio, inserimento lavorativo e molto altro ancora.
    Negli anni ’80 e ’90, intorno alla Cascina Biblioteca si svilupparono molteplici interessi, tutti rivolti a migliorare la qualità della vita delle persone con fragilità, con Anffas e la cooperativa Spazio Aperto. Questo diede origine alla nascita de Il Fontanile, cooperativa di tipo A di servizi alla persona nata per offrire risposte ai bisogni delle persone con disabilità.
    Negli anni ’90 i progetti aumentarono e furono sempre focalizzati a rispondere ai bisogni delle persone con disabilità e all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nell’ambito della manutenzione del verde. Per questo, dopo quasi trent’anni, questo è ancora un luogo di valore.
    Chi sono i protagonisti dei vostri spazi? 
    L’aia della cascina è idealmente il luogo in cui si incontrano tutte le diverse anime della Cooperativa, dagli educatori e gli operatori che svolgono attività con le persone fragili, agli uomini della manutenzione del verde con le loro attrezzature pronti per partire e sistemare giardini in ogni spazio della città, agli abitanti delle case protette; ci sono anche le persone che frequentano il maneggio, i bambini durante i campus, le scuole per gli incontri di educazione ambientale; e ancora i colleghi che si occupano di agricoltura biologica e sociale, i clienti della bottega agricola, i dipendenti che lavorano in ufficio.
    Ma Cascina Biblioteca è anche un punto di riferimento per le persone del quartiere e dell’intera città, è uno spazio dei cittadini e della comunità, un luogo sempre aperto in cui poter passeggiare, guardare gli animali, acquistare prodotti biologici a km0, ascoltare un concerto nell’estate musicale del Vagone. Il nostro compito è quello di preservare e rendere bello questo posto, perché tutti possano godere della sua bellezza in un interscambio continuo e dinamico.
    Da dove arriva il vagone blu? E come ci è arrivato lì?
    Il Vagone di Cascina Biblioteca è un luogo magico, suggestivo e sociale. E’ un vecchio vagone degli anni ’30 delle Ferrovie Nord che era parcheggiato in cascina e abbandonato. La cooperativa ha deciso di ristrutturarlo e dargli una nuova vita con una vocazione sociale per farlo diventare un bar, un luogo di incontro e inclusione sociale, diventare bar, luogo di incontro e di inclusione sociale, un posto dove inserire a lavorare persone svantaggiate e creare coesione sociale. Oggi il Vagone è un luogo per il quartiere e la cittadinanza, un mondo creativo di animazione con proposte per famiglie, scuole, anziani e proposte di social responsability per le aziende, un luogo di integrazione e inclusione lavorativa destinato a reintegrare o integrare persone svantaggiate, un contenitore di eventi, musica live, laboratori e spettacoli per bambini. Quando sei lì, sotto la sua veranda in primavera e guardi i cavalli, ti dimentichi di essere a Milano.
    Ho potuto constatare con i miei occhi che siete una location adatta all’organizzazione di eventi aziendali: come raccontate e fate vivere i vostri spazi?
    Il nostro grande valore e la nostra bellezza sono gli spazi esterni, che mettiamo a disposizione per eventi aziendali (anche se abbiamo anche qualche piccolo spazio interno). Da diversi anni collaboriamo con aziende e partecipiamo a progetti di Charitable Corporate Social Responsability, nati in collaborazione con diverse aziende del mondo profit.
    Proponiamo giornate di Team Building e Volontariato Aziendale, coinvolgendo le aziende nelle diverse attività che si svolgono quotidianamente in Cascina Biblioteca. Vengono costruite proposte di volontariato rivolte a imprese, percorsi di collaborazione con realtà del territorio, attraverso una progettazione comune di giornate di social team building, in cui l’obiettivo concreto del lavoro di squadra si arricchisce di uno scopo benefico.
    Offriamo la possibilità di fare attività all’interno dei nostri centri diurni con le persone con disabilità, attività e giochi con i bambini che frequentano i campi estivi, manutenzione delle strutture della cascina, attività legate al mondo dell’agricoltura come quelle negli orti, attività teatrali insieme alla nostra Piccola Accademia di teatro. Possiamo accogliere le aziende in diversi spazi, oltre a Cascina Biblioteca, come Cascina Nibai a Cernusco sul Naviglio (dove abbiamo anche un agriturismo), Cascina San Gregorio Vecchio (nel Parco Lambro) e altre strutture nella città (i nostri centri diurni). 
    Noi di Corefab ripetiamo spesso che #siamotuttiindispensabili. E tutti, quindi, possono dare il proprio contributo. Quale contributo è necessario oggi, più di ogni altro, in Cascina Biblioteca?
    Sì, siamo tutti indispensabili perché anche un piccolo gesto di vicinanza per noi è importante. Supportare le attività della nostra cooperativa è semplice, le possibilità di contribuire alle nostre attività sono davvero molteplici: donare il 5×1000 a Cascina Biblioteca (C.F. 11656010151), acquistare nei nostri spacci agricoli, mangiare nel nostro agriturismo a Cernusco sul Naviglio, partecipare alle nostre iniziative per bambini durante i weekend o agli innumerevoli corsi legati all’ambiente o al teatro. E ancora adottare un’arnia, commissionare al nostro CDD le bomboniere per una cerimonia, comprare i prodotti dei nostri centri diurni come gli orologi di carta o i batik.  
    Naturalmente è possibile agire anche in modo molto concreto attraverso una donazione per supportare progetti specifici: l’ultima novità è che, da circa due mesi, ospitiamo 20 profughi ucraini, che hanno bisogno di tanto supporto e per questo abbiamo attivato una campagna di raccolta fondi. Se vuoi saperne di più, clicca qui.
    Marco Menoncello
    www.corefab.it

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