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    Il nuovo Parco Unione: dalla rigenerazione urbana delle ex aree Falck nasce il nuovo polmone verde di Sesto San Giovanni

    Il nuovo Parco Unione: dalla rigenerazione urbana delle ex aree Falck nasce il nuovo polmone verde di Sesto San Giovanni
    Un’area di 13,5 ettari ricca di nuove funzioni ma al tempo stesso legata indissolubilmente alla memoria industriale. Il progetto si inserisce nel quadro del Parco urbano pubblico, del valore di 10 milioni di euro, il cui avvio è previsto a partire da settembre 2023 per concludersi entro la fine del 2024, in coerenza con la realizzazione e l’entrata in funzione della Città della Salute e della Ricerca.

    La Sesto San Giovanni del futuro inizia a diventare realtà. Con l’avvio della costruzione del nuovo quartiere Unione Zero, parte l’iter per la contestuale realizzazione del grande Parco urbano, nuovo cuore verde pulsante della città, di cui il Parco Unione costituisce la prima importante porzione.

    Il progetto è stato presentato givedì sera in un incontro nella sala consiliare del Comune di Sesto San Giovanni al quale hanno preso parte il sindaco Roberto Di Stefano, l’assessore all’Urbanistica Antonio Lamiranda insieme al nuovo ad di MilanoSesto Luciano Carbone, Carlo Valsecchi, Vice President – Project & Construction di Hines e Andrea Bulloni, Director di LAND che ha illustrato nei dettagli il progetto del parco.

    Progettato dallo studio internazionale di consulenza paesaggistica LAND, il parco si estenderà su una superficie verde di 13,5 ettari che va dalla Stazione a scavalco fino a viale Italia, ricca di nuove funzioni ma al tempo stesso legata indissolubilmente alla memoria industriale che caratterizza le aree in cui sorgerà il parco. Un mix di spazi e funzioni che renderanno il parco attrattivo per un ampio ventaglio di fruitori, dove natura, attività e preesistenze saranno articolate tra loro in una sinergia armoniosa grazie all’importante lavoro di valutazione sugli users del parco che è diventata disegno e progetto.

    Il parco sarà strutturato secondo tre “nature principali” costituite da un bosco centrale, una natura ornamentale che avvolgerà gli edifici industriali storici ed una natura più produttiva “a contatto con i residenti, con una dinamicità diversa”, spiega Bulloni, in modo tale da rendere attivi tutti i metri quadrati del parco. Queste caratteristiche si declineranno in 17mila mq di grande radura, 37mila mq di bosco, 1.300 nuovi alberi di 17 specie diverse, campi fioriti, orti, ma anche 6,5 km di percorsi ciclopedonali che permetteranno di dare vita ad una mobilità dolce che collegherà le aree attrezzate per lo sport e per il gioco, le piazze e i luoghi di aggregazione che nasceranno dal riuso dei grandi edifici industriali – come l’Omec, il T3 e il Treno Laminatoio –, abbracciati dal nuovo polmone verde.

    Un modello di parco unico nel suo genere con numerosi elementi di sostenibilità e fruibilità collettiva quotidiana: “Non un parco solo per lo svago – spiega Lamiranda – ma un cuore verde pulsante della città, un parco all’interno del sistema delle piazze concepite secondo la logica dell’agorà, quali luoghi di aggregazione sociale e di vita quotidiana”. La sostenibilità è al centro del progetto, anche dal punto di vista economico: “Alcune delle attività previste saranno infatti in grado di generare reddito, consentendo la manutenzione di queste aree”.

    Il progetto si inserisce in quello più ampio del Parco urbano pubblico, che cuba 10 milioni di euro, il cui avvio è previsto a partire da settembre 2023 e, stando al cronoprogramma, dovrebbe concludersi entro la fine del 2024 in coerenza con la realizzazione e l’entrata in funzione della Città della Salute e della Ricerca. Entro il 2030 seguirà la realizzazione del Parco Concordia, in questo modo si avrà un’estensione complessiva di 24,5 ettari – il doppio della Biblioteca degli Alberi di Milano – con oltre 10mila nuovi alberi piantati e 15 km di piste ciclabili.

    Con questa imponente riqualificazione, Sesto San Giovanni diventerà il polmone verde della Città metropolitana permettendole di essere sostenibile al pari delle maggiori metropoli europee: “Questa è la Sesto che stiamo sviluppando insieme a degli attori leader mondiali nei loro settori – conclude il sindaco Di Stefano -, con una visione strategica per vincere le sfide del futuro e far diventare Sesto un’eccellenza a livello internazionale nella rigenerazione urbana, nella ricerca e nella sanità”.

    Micol Mulè

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