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    Putin a esercito Ucraina: “Prendete il potere, sarà più facile negoziare”

    Putin a esercito ucraino: “Prendete il potere, sarà più facile negoziare”

    Ucraina, secondo giorno di guerra (ieri). Missili russi su Kiev, bombardamenti vicino al centro storico, la capitale è di fatto sotto assedio. Zelensky è il bersaglio numero uno e si è detto disposto a negoziare. Secondo i dati però dopo il primo giorno di guerra la Russia ha perso il triplo dei soldati rispetto all’Ucraina.

    Dopo alcune ore di relativa calma, all’alba di ieri mattina la Russia ha ripreso gli attacchi aerei verso l’Ucraina. Alle 4 del mattino (le cinque italiane) i missili hanno cominciato a cadere, colpendo soprattutto la capitale Kiev nei pressi del centro storico. Il ministro degli Esteri ucraino ha comunicato che la città è stata colpita da pesanti attacchi missilistici, dichiarando che di fatto si tratta di un vero e proprio assedio. Anche secondo quanto riportato dalle fonti dell’intelligence americana Kiev è la principale mira delle truppe russe, schierate a non più di 30 kilometri dalla capitale.

    Già nella notte di ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è apparso in televisione per un discorso pubblico, affermando di essere “il bersaglio numero uno” da parte di Mosca, insieme ai membri della sua famiglia. Il leader ucraino ha esposto le sue perplessità rispetto al fatto che gli ucraini sarebbero rimasti soli e senza supporto a difendersi contro l’attacco russo, dimostrando persino la sua preoccupazione con le parole: “Potrebbe essere l’ultimo giorno che mi vedete vivo”.

    Sempre ieri mattina lo Stato maggiore dell’esercito russo ha segnalato attacchi aerei e una significativa attività di elicotteri in diverse aree della città. Operazioni di combattimento si sono invece svolte in altri distretti, ad esempio sul fiume Teteriv, dove un gran numero di militari ucraini hanno fermato i russi e un ponte è stato distrutto.

    Secondo quanto riferito dal ministro della Difesa della Gran Bretagna Ben Wallace, tuttavia, in questi primi giorni di guerra l’attacco russo avrebbe fallito i propri obiettivi principali, almeno in termini di numeri: nella prima giornata dell’altro ieri, infatti, ci sarebbero stati 137 soldati ucraini uccisi, contro i 450 dell’esercito russo – il triplo, considerando inoltre che la Russia è lo Stato aggressore. Secondo Wallace la Russia si troverebbe inoltre “indietro” rispetto ai piani auspicati, perlomeno in termini cronologici. La convinzione del ministro britannico è che il piano della Russia sia quello di invadere tutta l’Ucraina, e che a Putin non sia importato mai troppo degli sforzi della diplomazia, dal momento che il suo scopo è sempre stato quello di “accaparrarsi la terra”.

    Prontamente è arrivata la risposta dei Paesi occidentali a seguito dell’attacco russo, con toni molto duri e risoluti. A cominciare dal presidente americano Joe Biden, che ha affermato senza mezzi termini che l’aggressione di Mosca non resterà senza risposta, trattandosi di un attacco “brutale” arrivato senza giustificazioni e senza necessità. Oltre ad annunciare nuove sanzioni economiche, che si aggiungono a quelle già in atto e che dovranno impattare sul breve e sul lungo periodo, Biden ha accusato direttamente Putin definendolo un aggressore e un “reietto sul palcoscenico internazionale”. Quando la guerra sarà finita, infatti, secondo il presidente americano, la Russia si ritroverà più debole e più bersagliata degli altri Paesi.

    Nel frattempo continua il congelamento di moltissimi fondi di banche, istituzioni finanziarie russe e delle elite legate a Putin da parte di molti Paesi, e dal Pentagono arriva la notizia che è stato autorizzato lo spostamento sul fronte orientale di circa settemila soldati, che andranno in Germania a protezione dei Paesi del Baltico che ora si sentono sotto minaccia.

    Anche la Cina, che è sempre stata contraria alle sanzioni contro la Russia e qualche giorno fa ha condannato gli Stati Uniti di stare creando i presupposti per un conflitto molto più grande, ha suggerito alla Russia di negoziare con l’Ucraina. A questo proposito Vladimir Putin ha “esortato” i soldati ucraini a prendere il potere spodestando Zelensky e la classe dirigente ucraina, in modo da rendere più facile il dialogo e le possibilità di un accordo.

    Anche la Nato, terminato il consiglio straordinario in merito alla situazione in Ucraina, ha immediatamente disposto misure decise e specifiche per far fronte all’attacco russo. Il Consiglio dei ministri ha infatti deliberato tre mesi di stato di emergenza per consentire gli interventi della protezione civile all’estero e della protezione civile europea, e ha stanziato nuove risorse per 174 milioni per il potenziamento dei dispositivi Nato per far fronte all’avanzata russa.

    Seguiranno – questo è certo – aggiornamenti.

    Pietro Broccanello

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