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    Ucraina, la situazione peggiora: oggi esercitazioni missilistiche russe

    Ucraina, la situazione peggiora: oggi esercitazioni missilistiche russe

    La tensione in Ucraina riguardo al possibile attacco della Russia aumenta e sta raggiungendo i massimi livelli. I russi hanno annunciato un’esercitazione con lancio di missili per oggi, sotto la supervisione dello stesso Putin. Intanto a livello diplomatico è confermato l’incontro tra Blinken e Lavrov.

    La situazione rispetto alla crisi in Ucraina non dà cenni di miglioramento, anzi: dopo la notizia di ieri riguardo all’attacco ai danni di un asilo a Lugansk (ufficialmente attribuito ai filorussi, perlomeno dalle autorità ucraine), le notizie giunte recentemente non fanno ben sperare e inducono a pensare che un’auspicata risoluzione diplomatica delle tensioni sia sempre più lontana.

    Gli osservatori americani hanno infatti denunciato un aumento del numero di soldati russi sia dentro l’Ucraina che sui confini. Dal canto suo, la Russia di Vladimir Putin non dimostra certamente di avere la minima intenzione di allentare la tensione, neppure esteriormente e di facciata. Al limite tra propaganda e strategia, i Russi hanno infatti annunciato che nella giornata di oggi si terranno delle esercitazioni militari nell’alleata Bielorussia, con impiego di missili balistici e da crociera. Ha annunciato la notizia direttamente il ministero della Difesa di Mosca, citato dalle agenzie di stampa russe.

    Le manovre delle “forze strategiche” russe, già da tempo stanziate nel Paese confinante, saranno supervisionate da Putin in persona e dal presidente bielorusso Alexander Lukashenko. Formalmente si tratta di esercitazioni annuali già pianificate dalle forze militari russe, che hanno lo scopo di verificare la preparazione dei comandi militari e degli equipaggi dei sistemi missilistici, delle navi da guerra e dei bombardieri strategici, nonché di verificare l’affidabilità delle armi delle forze strategiche nucleari. Tuttavia considerata la situazione attuale l’episodio non può che risultare evidentemente provocatorio e indicativo della (più o meno) presunta strategia di Putin.

    Lo stesso Putin si è espresso in merito a un “deterioramento” della situazione, in particolare per quanto riguarda la regione del Donbass, nell’est dell’Ucraina. Anche il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, si è dichiarato “molto preoccupato” per l’aumento dei bombardamenti a est. Sempre Lavrov ha affermato anche di essere in possesso di informazioni secondo cui mercenari del Kosovo, Albania e Bosnia-Erzegovina saranno presto inviati nel Donbass.

    Intanto, specie dopo i fatti di ieri, il capo della Repubblica autonoma di Lugansk si è appellato a tutti i cittadini affinché imbraccino le armi per difendere l’entità separatista ucraina.

    Sull’altro versante, l’intelligence USA si è dimostrata convinta che l’attacco russo possa essere imminente. Dopo l’illusione di una de-escalation di qualche giorno fa, quando i Russi sembravano dare l’impressione di stare ritirando delle truppe dal confine ucraino, le reali intenzioni di Mosca starebbero – secondo gli americani – tornando a galla, con l’invio sostanzioso di nuovi soldati sia dentro che fuori l’Ucraina. Secondo gli osservatori americani dell’Osce il totale complessivo delle forze militari impiegate dai Russi sarebbero quasi raddoppiate rispetto appena a gennaio.

    Dal punto di vista diplomatico, si apprende che il segretario di stato americano Anthony Blinken ha accettato di partecipare a un nuovo incontro con il ministro degli Esteri russo Lavrov, in Finlandia. Sempre a patto che – riferisce il portavoce di Blinken – nel frattempo la Russia non sferri un ulteriore attacco, nel qual caso le intenzioni di Mosca diverrebbero definitivamente manifeste e non ci sarebbe più molto spazio per la diplomazia. Lo stesso Blinken infatti si è dimostrato convinto del fatto che la Russia stia solo cercando di trovare un pretesto per attaccare l’Ucraina.

    Molti altri scambi diplomatici si sono verificati in questi giorni, dai ministri della Difesa russo e americano a una telefonata tra Joe Biden e Mario Draghi, rispetto a ulteriori ipotesi e tentativi di deterrenza rispetto al rafforzamento militare russo. La diplomazia sta però giocando le sue ultime carte, a quanto pare, e da quanto si apprende il premier Draghi è atteso a Mosca per un incontro con Putin, allo scopo di tentare nuovamente di raffreddare la situazione e trovare un punto di accordo tra Putin e il presidente ucraino Zelensky.

    Infine, anche Papa Francesco nell’incontro con le Chiese orientali si è espresso sulla questione della crisi ucraina e citando Benedetto XVI ha definito la guerra “un’inutile strage”, che lascia senza pane e senza speranza i milioni di cittadini coinvolti in quei territori.

    Speriamo che qualcosa – tra tentativi diplomatici e argomenti umanitari – possa far cambiare le idee a Putin e riesca a scongiurare un conflitto che oramai sembra sempre più imminente.

    Pietro Broccanello

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