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    Istat: cala la fiducia a gennaio

    Istat: cala la fiducia a gennaio

    L’Istat rileva un cala della fiducia di consumatori e imprese nel mese di gennaio. Per il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, a pesare sono il caro bollette e il carovita.

    Se gli ultimi mesi del 2021 sono stati vissuti con particolare speranza sul fronte economico, con le stime della crescita del Pil che sono state più volte ritoccate al rialzo (perlomeno fino all’arrivo della variante Omicron), non si può dire lo stesso dell’inizio del 2022. Proprio ieri l’Istat ha registrato che a gennaio è diminuito sia l’indice di fiducia dei consumatori, che è passato da 117,7 a 114,2, sia l’indice composito del clima di fiducia delle imprese che è sceso al livello più basso degli ultimi 9 mesi (da 112,7 a 105,4). Per Massimo Dona, presidente dell’Unc, a pesare sul calo di fiducia dei consumatori sono “l’effetto caro bollette e carovita”.

    Nel dettaglio, tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori risultano in calo, soprattutto quelle che riguardano il clima economico (l’indice passa da 139,6 a 129,7) e il clima futuro (da 120,8 a 113,5). Sul versante delle imprese, la riduzione dell’indice di fiducia presenta intensità diverse a seconda dei settori con il manifatturiero che passa da 115,0 a 113,9 e il commercio del dettaglio dove l’indice flette da 107,4 a 106,6. A subire una brusca caduta è invece il comparto dei servizi, il cui indice è sceso da 109,6 a 94,9.

    Pessime notizie anche sul fronte prezzi. Sempre secondo l’Istituto nazionale di statistica, a dicembre 2021 i prezzi alla produzione dell’industria sono aumentati dello 0,8% su base mensile e del 22,6% su base annua. Sul mercato interno i prezzi sono aumentati dello 0,9% rispetto a novembre 2021 e del 27,8% su base annua. Al netto del comparto energetico, i prezzi sono cresciuti dello 0,5% in termini congiunturali e del 9,6% in termini tendenziali. Il ministro Franco riconosce che le previsioni di crescita del Pil nel 2022 sono condizionate anche dall’andamento del costo dell’energia che rischia di bloccare la ripresa, motivo per cui, oltre ai circa 5,5 miliardi già stanziati, il titolare del MEF ha affermato in questi giorni che il governo potrebbe adottare altri interventi a seconda di come si evolve la situazione.

    Redazione

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