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    PNRR: le sfide di Regione Lombardia

    PNRR: le sfide di Regione Lombardia
    Le conseguenze della pandemia, oltre agli aspetti prettamente sanitari, si evidenziano nella difficile situazione economica generale, nell’impoverimento del ceto medio, nell’incertezza sui futuri investimenti: tutto questo si riverbera anche sul piano socioeconomico, laddove il lockdown forzato ha interrotto bruscamente le reti di relazioni a tutti i livelli. Durante le fasi più acute della pandemia la resilienza delle nostre comunità locali è stata messa a dura prova e l’interconnessione dei sistemi umani e dei territori è apparsa in tutta la sua complessità quando la pandemia, partendo da piccoli paesi, si è estesa rapidamente a sistemi urbani più articolati.
    In questi quasi due anni abbiamo partecipato a un processo di cambiamento fortemente accelerato nel quale si è assistito a forme nuove di organizzazione del lavoro che hanno spinto verso il digitale, come lo sviluppo dell’e-commerce e il lavoro da remoto testimoniano.
    Ovviamente alcuni settori economici, il turismo su tutti, sono rimasti al palo e da essi sono emerse nuove fragilità impensabili solo all’inizio del 2020, laddove le “reti virtuali” non erano praticabili.
    Quanto accaduto ha reso necessario, per Stato e Regione, ripensare le strategie di sviluppo e di ripartenza, a partire dal miglioramento della performance della Pubblica Amministrazione come asset strategico del paese, dalla digitalizzazione al rafforzamento delle policy per l’inclusione.
    La Lombardia in questa fase particolarmente delicata intende continuare ad essere motore del paese e competitor internazionale, sostenendo lo sforzo di una cultura imprenditoriale formidabile e valorizzando le tante risorse esistenti a livello ambientale, culturale, economico.
    In questo quadro il contributo della Lombardia per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza verte su quattro linee strategiche:
    1. Il digitale per la ripresa e la resilienza
    Il sistema digitale è diventato, da fattore di eccellenza, un presupposto imprescindibile di competitività. Occorre però precisare che la presenza dell’infrastruttura da sola non è peraltro più sufficiente ma deve essere accompagnata da pervasività, performance elevate e adeguatezza sia dal lato dell’offerta di servizi che di accessibilità tecnologica e culturale da parte dell’utenza. Dal punto di vista delle imprese i sistemi ICT permettono una migliore organizzazione dei flussi e dei processi produttivi una maggior flessibilità organizzativa e una decisa pervasività nei mercati attraverso i sistemi di e-commerce. Investimenti sulla rete e sui servizi all’economia, sia lato offerta che lato domanda, sono una chiave imprescindibile di competitività ed attrattività del territorio lombardo e dei suoi sistemi socioeconomici. Nelle proposte avanzate da Regione Lombardia sviluppo della rete 5G e digitalizzazione sono affrontate in un unico progetto, articolato in priorità, proprio nella consapevolezza che il lato infrastrutturale deve essere accompagnato ed adeguato alle necessità delle imprese, alla realizzazione di applicazioni e all’avanzamento di una cultura del digitale. Pertanto, quanto delineato per la competitività si affianca a misure specifiche per le imprese.
    2. Transizione verde
    La realizzazione di una piena transizione verde dell’attuale modello di sviluppo rappresenta una sfida ed un’opportunità. L’agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e il Green Deal impostato dalla Commissione Europea hanno ridefinito gli standard e gli obiettivi di sostenibilità a partire dalle tre dimensioni che la caratterizzano: ambiente, società ed economia. La transizione verde è oggi vista dai settori economici e dalla società come un passaggio imprescindibile per la durevolezza dello sviluppo umano, nonché una reale opportunità per una crescita con un più alto valore aggiunto. Essa da un lato spinge a mutare comportamenti, incidendo sulle culture del vivere quotidiano e della produzione, verso la sostenibilità, dall’altro lato permette di aprire nuovi settori di innovazione e crescita socioeconomica e di promuovere il corretto utilizzo delle risorse naturali.
    In relazione all’European Green Deal e sulla base dell’esperienza maturata con la Strategia Europa 2020, Regione Lombardia intende promuovere azioni per il potenziamento dei sistemi e delle reti energetiche da fonti rinnovabili e i sistemi per il loro sfruttamento efficiente come l’accumulo.
    Parallelamente, lo sforzo verso la riduzione dei consumi deve continuare con l’efficientamento energetico degli edifici e degli impianti delle attività per servizi (pubblici e privati). Il ricorso alle comunità energetiche potrà contribuire a valorizzare le reti sociali come catalizzatrici degli investimenti.
    Pertanto, gli ambiti progettuali proposti sono:
    • Energia: Efficientamento energetico, fonti rinnovabili, ecc.;
    • Economia sostenibile e circolare: filiere e sistemi produttivi sostenibili e chiusura del ciclo di vita del prodotto, ecc.;
    • Resilienza ai cambiamenti climatici, qualità dell’ambiente e biodiversità: azioni sul patrimonio naturale in considerazione delle sue rilevanti interazioni con la dimensione antropica;
    3. Rigenerazione urbana e territori dell’abitare
    La rigenerazione urbana, come definita da Regione Lombardia con la legge regionale 18/2019, è l’insieme coordinato di interventi urbanistico-edilizi e di iniziative sociali che possono includere la sostituzione, il riuso, la riqualificazione dell’ambiente costruito e la riorganizzazione dell’assetto urbano attraverso il recupero delle aree degradate, sottoutilizzate o anche dismesse, nonché attraverso la realizzazione e gestione di attrezzature, infrastrutture, spazi verdi e servizi e il recupero o il potenziamento di quelli esistenti, in un’ottica di sostenibilità e di resilienza ambientale e sociale, di innovazione tecnologica e di incremento della biodiversità dell’ambiente urbano. A questa definizione si integrano le policy di creazione di servizi immateriali integrati che trovano collocazione nelle strutture e nelle infrastrutture di una città e appoggio nella collaborazione tra cittadini, pubblica amministrazione e mondo dell’economia.
    Regione Lombardia propone pertanto un’azione specifica, multidisciplinare, su aree urbane e borghi per superare la concentrazione di disuguaglianze e definire modelli di crescita e sviluppo esportabili in tutte le realtà abitate del territorio regionale.
    4. Attrattività e competitività territoriale; L’obiettivo è duplice: da un lato rafforzare i fattori che determinano la competitività del territorio e dei territori, potenziando la capacità delle reti socioeconomiche di creare valore garantendo la sostenibilità complessiva del sistema; dall’altro è doveroso sostenere il territorio lombardo come sistema inserito nelle relazioni socioeconomiche globali. Per questo diventa vitale garantire che la
    Lombardia mantenga e migliori le proprie performance in termini di attrattività di imprese, di saperi e conoscenza, di valori.
    Si individuano pertanto due specifici macro ambiti progettuali: la competitività e l’attrattività.
    Il piano lombardo si declina in una serie di azioni mirate già definite e articolate a cui seguiranno altre azioni che man mano si renderanno necessarie alla luce degli effetti che verranno generati nei prossimi mesi. A breve seguirà il dettaglio delle principali azioni programmate e in fase di avvio.
    Pietro Broccanello

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