venerdì, Aprile 19, 2024
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    Cosa rimane del DDL Zan?

    Cosa rimane del DDL Zan?

    Caro direttore,

    trascorsi alcuni giorni da quando il Senato ha posto fine al decorso del liberticida ddl Zan, vorrei proporre alcune osservazioni, anche perché penso che vi siano state reazioni molto scomposte, a conferma che l’eventuale approvazione del ddl in questione avrebbe creato un vero e proprio “regime” ideologico a senso unico, con un grave attacco al contenuto dell’articolo 21 della Costituzione (“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”). Già oggi è diventato difficile manifestare impunemente e liberamente il proprio pensiero quando non sia allineato rigorosamente a ciò che è stato definito “politicamente corretto”. Figuriamoci cosa sarebbe successo se Zan avesse vinto!! La battaglia non è finita: vigiliamo, perché i nemici della libertà di pensiero sono immediatamente venuti allo scoperto, in vari modi.

    1)Vi è stato, immediatamente, un attacco ingiurioso a chi si suppone abbia votato NO (il voto era segreto), ritirando fuori tutto il linguaggio molto forbito del pensiero “democratico”. Chi non ha votato secondo tale pensiero, naturalmente, è stato definito “fascista”, “oscurantista”, “medievale” (in questo caso senza sapere quello che dicono dell’epoca di Cimabue, Dante, Giotto e via elencando), “vigliacco”, e così via. Non si è mai entrati nel merito delle questioni: l’intellighenzia di sinistra, oramai disabituata a ragionare, ha saputo solo passare all’insulto gratuito, sempre sul presupposto che loro rappresentano il meglio di tutto. Penoso e pericoloso!

    2)Scandaloso l’appiattimento dei giornali e dei vari TG su tale pensiero, che, peraltro, non riesce più a pensare, come si è permesso di dire, recentemente, Ricolfi. Tranne pochissime eccezioni, la stragrande maggioranza dei giornalisti ha fatto di tutto per apparire totalmente d’accordo con l’intellighenzia di cui sopra, come se essa fosse l’unico e affidabile punto di riferimento: senza tenere conto che il Paese non è detto che stia da quella parte. Comunque, il sistema Minculpop ha funzionato e come. Brutto segno quando le “veline” di regime determinano i contenuti dei mass media.

    3)Segno che questi atteggiamenti cominciano a costituire un pericolo per la democrazia è dato dal duro attacco portato all’istituto del “voto segreto”, che è nato proprio per tutelare la libertà di coscienza del parlamentare almeno sulle questioni più importanti. Nel nostro caso, il voto segreto ha messo in luce che la volontà del Senato non corrispondeva all’ordine che le segreterie dei partiti volevano imporre. Si è trattata, dunque, di una vittoria della libertà politica personale. Attaccare il voto segreto costituisce una ulteriore prova che l’ideologia, oramai, tende a prevalere sulla libertà. Altro pericolo su cui vigilare!!

    4)Occorre riservare una particolare osservazione a quanto è accaduto e sta accadendo in RAI, che costituisce l’ente che dovrebbe garantire un servizio pubblico, nel quale è garantita una rigorosa “par condicio”. Ho già accennato alla faziosità anche dei TG della RAI. Ma è accaduto di peggio: durante molte trasmissioni di intrattenimento (ho visto personalmente il caso di “Ballando con le stelle”), alcuni protagonisti hanno espresso in modo molto deciso ed inequivocabile un giudizio negativo contro il voto segreto avvenuto in Senato, anche se tale giudizio non aveva nulla a che fare con la trasmissione in corso. E tutto ciò è avvenuto, naturalmente , senza che sia stata possibile una replica contraria, come è obbligatorio per ogni giudizio politico. Sono molto stupito che la Commissione di vigilanza RAI non sia intervenuta. E sono anche stupito del silenzio, in proposito, dei rappresentanti del centro-destra.

    5)In queste ore, alcune espressioni contenute nel ddl Zan (bocciato) siano state inserite di soppiatto in un provvedimento governativo che, tra le tante altre cose, stabilisce come trattare le scritte sui cartelli stradali. Pare che tale provvedimento sia stato votato all’unanimità: sono già scomparsi quelli che, nel voto segreto, in coscienza, hanno votato, probabilmente, in modo diverso?

    Caro direttore, solo alcune osservazioni, per cercare di invitare tutti, politici e uomini di cultura, a vigilare veramente, perché la libertà di tutti sia salvata.

    Peppino Zola

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