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Assegno unico: a chi viene assegnato e come è cumulabile

Assegno unico: a chi viene assegnato e come è cumulabile
Lavoratori autonomi, disoccupati e incapienti: queste le categorie di cittadini che potranno beneficiare, dal primo luglio, dell’assegno unico previsto dal decreto legge n.79 dell’8 giugno. Si tratta di un provvedimento “ponte”, in attesa della sua estensione, a partire da gennaio 2022, anche ai lavoratori dipendenti.
Una agevolazione che coinvolgerà i circa 2,7 milioni di figli minori di circa 1,8 milioni di famiglie, che prima non godevano degli assegni familiari. L’assegno unico verrà corrisposto per ciascun figlio minore, in relazione al numero di figli e alla situazione economica attestata dall’Isee. Per poter beneficiare dell’assegno bisognerà fare richiesta all’Inps o ai patronati, in base alle regole che verranno fissate entro fine giugno.
Si va da un massimo di 217,8 euro al mese per figlio, per la fascia Isee più bassa, a un minimo di 30 euro (40 se si hanno almeno tre figli minori) per la fascia massima, fissata a 50mila euro. Per il periodo che va dal primo luglio al 31 dicembre 2021 la somma media di cui si potrà beneficiare è pari a 1.056 euro per nucleo familiare e 675 euro per figlio.
L’assegno unico non va necessariamente a collidere con le altre agevolazioni già presenti. È innanzitutto cumulabile con il reddito di cittadinanza, percepito nel mese di aprile da più di 1 milione di nuclei familiari. L’unica limitazione, come detto, è la soglia Isee sotto i 50mila euro. È invece incompatibile con l’assegno al nucleo familiare, mentre si può sommare ad altre agevolazioni a favore dei figli eventualmente corrisposte da regioni, province autonome ed enti locali.
Per coloro che beneficiano del Rdc, l’assegno unico è erogato dall’Inps insieme ad esso e con le medesime modalità. Semplicemente dalla somma totale tra le due agevolazioni viene sottratto l’equivalente del reddito di cittadinanza relativo ai figli minori del nucleo familiare.
L’assegno unico potrà aggiungersi inoltre al bonus asilo nido, finalizzato alle famiglie con figli (propri, in adozione o in affido) fino ai tre anni d’età, impossibilitati a frequentare l’asilo perché affetti da gravi patologie. Il bonus va da un massimo di 3.000 euro per gli Isee fino ai 25mila euro, ad un minimo di 1.500 euro per quelli oltre la soglia di 40mila euro.
Per quanto riguarda le modalità di richiesta dell’assegno unico, la ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti ha specificato che per le domande inoltrate fino al 30 settembre il beneficio sarà comunque percepito retroattivamente a partire dal primo luglio. Non così per chi lo richiederà da ottobre in avanti, per i quali partirà da quella data.
Una ulteriore misura di sussidio per i nuclei familiari meno abbienti e con più figli a carico, sui quali ha influito forse ancor più pesantemente che sugli altri la pandemia, nella speranza di avviare il prima possibile la ripartenza.
Pietro Broccanello

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