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giovedì, Dicembre 1, 2022
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Se vuoi comunicare, ascolta

Se vuoi comunicare, ascolta
Per comunicare in modo efficace è necessario saper ascoltare.
Ascoltare è un’arte: deve essere appresa e messa in pratica, deve diventare un modo di essere. Chi riesce a mettere in pratica l’arte dell’ascolto diventa una persona migliore.
Oggi, però, ti parlo di cosa non è l’ascolto. Lo faccio riportandoti cosa dice Patrice Ras nel suo libro L’arte di ascoltare.
1️⃣ L’ascolto non è un bisogno
«Goethe ha scritto: “Parlare è un bisogno, ascoltare è un’arte”. La frase dice tutto. Nessuno ha bisogno di ascoltare, ma tutti abbiamo bisogno di essere ascoltati e di esprimerci».
2️⃣ Ascoltare non è discutere
«La maggior parte di noi crede di saper ascoltare. Durante i corsi, gli esercizi dimostriamo il contrario: quasi nessuno ascolta. Gli ascoltatori meno peggiori non interrompono l’interlocutore, parlano però quando questi ha terminato.
Prendere o riprendere la parola significa smettere di ascoltare. Per quanti secondi riesci a stare in silenzio dopo che l’interlocutore ha finito la frase o il discorso?».
3️⃣ Ascoltare non è rispondere
«Per la maggior parte di noi comunicare significa esprimersi e ascoltare vuol dire rispondere o reagire. Questa convinzione costituisce un errore basato sulla competizione relazionale (…). Rispondere o reagire rappresentano nient’altro che la giustificazione al bisogno di esprimersi».
4️⃣ Ascoltare non è cercare di avere ragione
«Spesso pensiamo che comunicare significhi scambiare informazioni, idee, giudizi e argomenti. Lo scopo di questo gioco relazionale consiste nel convincere l’interlocutore e ottenerne il consenso. Una delle frasi chiave di questa comunicazione è: “Non sono d’accordo!”».
5️⃣ Ascoltare non è “sistemare il problema” altrui
«Un problema è qualcosa che va “sistemato” o risolto. Cerchiamo di aiutare l’interlocutore risolvendogli il problema. Questo ascolto razionale è una delle principali caratteristiche della comunicazione in Occidente».
Aggiungo: cercando di risolvere il problema del nostro interlocutore, siamo sicuri di aiutarlo? Diamo delle soluzioni, ma queste sono le nostre soluzioni.
Concludo con frase dello psicologo statunitense Carl Rogers:
«La nostra prima reazione di fronte all’affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione. Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un’opinione tendiamo subito a pensare: è ingiusto, è stupido, è anormale, è irragionevole, è scorretto, non è gentile. Molto di rado ci permettiamo di capire esattamente quale sia per lui il significato dell’affermazione».
Buon ascolto.
Palmerino D’alesio

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