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AsiaNews, cambio al vertice: padre Mario Ghezzi è il nuovo direttore

AsiaNews, cambio al vertice: padre Mario Ghezzi è il nuovo direttore
Dopo 18 anni padre Bernardo Cervellera lascia la direzione dell’agenzia di informazione del Pime e si prepara a ripartire per la missione a Hong Kong. Ghezzi: “Il Pime continuerà a dare voce ad un continente decisivo per il futuro del mondo”.
Cambio al vertice di AsiaNews, l’agenzia quotidiana di informazione promossa on line dai missionari del Pimesull’attualità di un continente sempre più significativo per il futuro del mondo. È padre Mario Ghezzi, missionario 54enne, a subentrare come direttore responsabile al confratello padre Bernardo Cervellera, che dal 2003 ha diretto AsiaNews facendola crescere fino a far diventare la testata on line www.asianews.it una fonte autorevole, riconosciuta a livello internazionale, su quanto accade in molti Paesi del continente asiatico. Come da lui stesso annunciato nei giorni scorsi, padre Cervellera a 69 anni si prepara a ripartire quest’estate per la missione a Hong Kong.
Ad AsiaNews padre Mario Ghezzi – che dal 2018 è presidente della Fondazione Pime e guida il Centro missionario di via Monte Rosa 81 a Milano – sarà affiancato come coordinatore editoriale da Giorgio Bernardelli, giornalista dei media Pime con alle spalle anche una lunga esperienza all’interno della redazione del quotidiano Avvenire. La logica è quella di un’integrazione più stretta tra l’agenzia AsiaNews e la rivista del Pime Mondo e Missione, integrando le professionalità giornalistiche delle due redazioni. Per questo la sede di AsiaNews si sposterà nelle prossime settimane da Roma a Milano, mantenendo però immutato il rapporto con tutti i corrispondenti dall’Asia e con gli altri collaboratori che dall’Italia hanno aiutato in questi anni padre Cervellera a rendere AsiaNews una voce conosciuta e stimata in tutto il mondo.
“Assumo questo incarico con un profilo inevitabilmente diverso rispetto a quello di padre Bernardo ha commentato padre Mario Ghezzi in un recente editoriale sul sito di AsiaNews -. Non sono un giornalista, ma come lui sono un missionario del Pime, istituto che fin dalle sue origini – ormai più di 170 anni fa – ha l’Asia nel cuore e ambisce a far incontrare con il Vangelo i suoi popoli e le sue culture. Personalmente ho vissuto per quasi 20 anni questa sfida in Cambogia, nella periferia di una città come Phnom Penh, segnata da un passato doloroso ma anche da tante altre contraddizioni che attraversano il mondo di oggi. Proprio lì, partendo dai più piccoli, ho visto però che anche dove nessuno aveva mai sentito parlare di Gesù un semplice seme gettato può far nascere un modo nuovo di guardare alla realtà che sta intorno a noi. Ed è proprio quanto mi piacerebbe che AsiaNews, con il suo racconto a tutto campo dell’Asia di oggi, generasse ogni giorno in chiunque si imbatte nelle sue notizie”.
AsiaNews è nata nel 1986 da un’intuizione di padre Piero Gheddo, inizialmente sottoforma di ciclostilato quindicinale, poi trasformatosi in un mensile cartaceo di approfondimento. Con la direzione di padre Bernardo Cervellera nel 2003 la scelta di puntare sulle potenzialità dell’informazione on line, con il sito web www.asianews.it che oggi offre le sue notizie quotidiane in quattro lingue: italiano, inglese, cinese e spagnolo.
Questo respiro ha permesso all’agenzia di diventare una voce conosciuta a livello internazionale, che grazie alla rete dei suoi corrispondenti in Asia offre notizie di prima mano, spesso riprese anche da grandi testate nelle loro cronache. AsiaNews ha inoltre promosso numerose campagne in difesa dei cristiani perseguitati in Cina, in India, in Pakistan, in Iraq o a sostegno delle popolazioni colpite da gravi calamità.
“Ogni giorno ha continuato padre Ghezzi – su questo sito raccontiamo l’Asia non per il gusto esotico di proporre storie da Paesi lontani. Non lo facciamo nemmeno per tener piantata una bandierina in una regione del mondo su cui oggi si addensano tante nubi. Se parliamo di questo continente è solamente per dare voce a un’umanità che da Hong Kong ai monti della Thailandia, dal Myanmar fino alle periferie esistenziali di Tokyo, oggi ci sta parlando”.
Il nuovo direttore di AsiaNews ha assicurato che da parte del Pime non c’è nessuna intenzione di ridimensionare un’esperienza ritenuta da tutti un patrimonio importante: “Vi saranno ovviamente delle novità, come è logico che sia quando c’è un avvicendamento alla guida di una redazione – ha specificato –. Ma il racconto senza sconti di ogni notizia di cronaca che arriva dall’Asia, l’attenzione al tema della libertà religiosa in ogni sua declinazione, la valorizzazione delle esperienze delle Chiese locali, le storie su come il Vangelo genera speranza anche nei contesti più dimenticati, continueranno a essere il tratto distintivo di AsiaNews”. A padre Bernardo Cervellera il ringraziamento personale del nuovo direttore e di tutto il Pime per la dedizione con cui ha svolto il suo servizio nell’ agenzia: “Sono stati 18 anni di missione in una frontiera complessa come quella della comunicazione – ha concluso padre Ghezzi nel suo editoriale –. Siamo sicuri che la stessa passione per il Vangelo lo accompagnerà anche nel suo nuovo ministero a Hong Kong, in quel mondo cinese che così profondamente ama”.
Da parte sua, nell’editoriale di commiato pubblicato nei giorni scorsi sul sito di AsiaNews, padre Bernardo Cervellera aveva fugato ogni dubbio in merito alle ipotesi, avanzate da alcuni media, di tensioni con in Vaticano sulla posizione che AsiaNews ha nei confronti della Chiesa in Cina e sull’Accordo sino-vaticano, che avrebbero costretto i suoi superiori all’allontanamento: “In realtà, il mio andare a Hong Kong e in Cina è un avvicinamento alla mia missione primaria, a un punto caldo e sanguinante del pianeta, dove soffrono popolo, cristiani e religioni, e dove un gigante autoritario come la Cina diffonde ondate di inquietudine sul resto del mondo ha spiegato padre Cervellera –. Proprio lì è importante che risuoni e sia testimoniata la salvezza e la speranza che Gesù Cristo ha portato per ogni uomo e donna, anche per chi è prigioniero di un regime, anche per chi costruisce il futuro del proprio popolo sulla schiavitù politica o sull’apparente falsa libertà del consumismo, che è l’altra faccia di una schiavitù della produzione e del materialismo. Per questo io sono grato ai miei superiori per questa decisione”.
Micol Mulè

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